Trentaequalcosa

È tutta una questione di testa. Di solito, pancia e testa insieme.
Il fatto è che parlo sempre di cibo, questo poi è il posto in cui ne scrivo anche, ma capita che abbia voglia di parlare di quel che accade fuori dalla cucina.
Avevo un blog da mamma, prima nato su Style e poi trasferito e abbandonato sotto al mio sito personale. Ci sono volte però in cui ho l’urgenza di condividere pensieri intorno al mio essere mamma e mi viene più facile farlo in un posto che frequento spesso:  comfortfoodie è il mio posto, per questo da oggi nel menù trovate la categoria “Mamme e bambini” con già tutto l’archivio di quello che fu “La prima volta”.

Lo stesso vale per quello che sono io senza etichette di mamma o foodie: una quasi trentacinquenne che ogni tanto ha voglia di parlare anche di cose da “trentaequalcosa“. Ed è così che nasce anche una nuova categoria che si chiama proprio così.

Premessa: avrei voluto chiamare la categoria “30something”, ma non sono io, non mi ci ritrovo; poi, l’altra sera leggendo il romanzo di una nuova amica che tenevo da tempo sul cassetto, “Manuale di cucina sentimentale” di Martina Liverani, ho trovato questo termine, scritto tutto attaccato come un hashtag, e non ho potuto fare a meno di trasformarlo nella mia categoria.
Ilaria: una trentaequalcosa, da quando ha 18 anni.

Già, perché se trovo molto confortevole parlare del mio essere trentenne oggi è perché io in questi anni qui mi ci trovo come un pisello nel suo baccello: ho sempre avuto trent’anni, anche quando ne avevo venti, per modo di approcciare la vita e, se tanto mi da tanto, ne avrò sempre trentaequalcosa anche dopo i quaranta.

Sono nel bel mezzo di quel momento in cui ti guardi intorno e i tuoi amici stanno viaggiando già sugli “anta” e tu dici: “Beh, ma stiamo da Dio, io a vent’anni mica li vedevo così ben messi i quarantenni”. Sarà perché ci sei dentro con tutte le scarpe o perché mangi bene (almeno, io e i miei amici mangiamo molto bene) o perché alla fine quel che ti ricordi di aver visto a vent’anni non è mai lucido nella tua testa, fatto è che a me ‘sti trentaequalcosa piacciono. E ho voglia di raccontarli quando mi capita qualcosa che con la cucina non c’entra nulla. Anche se poi c’entra sempre.

Sono passati nemmeno 10 giorni e questo 2015 già mi regala certezze, sorprese e cambi di rotta.
La sorpresa è legata al cibo – lo so, scusate, non se ne esce: dopo anni di conversione alla Nocciolata Rigoni, marchio di cui per altro adoro le marmellate e la cui cioccolata trovo buonissima, sono tornata ad amare la Nutella. E non c’è niente di più rassicurante quando hai superato i 30 di un cucchiaino di Nutella e quattro sorsate di latte freddo per mandarti a letto serena.

La certezza invece sta nel fatto che io sia un’amante della lettura, o mi sia finalmente scoperta tale, ma ho qualche problema di narcolessia improvvisa anche quando un libro mi appassiona molto. Sto leggendo parecchio in queste settimane e, per quanto sia tecnologica, non c’è niente di meglio della carta, per leggere: mi piace sottolineare sul Kindle e avere mille libri a portata di mano, ma non sopporto la sensazione di non capire a che punto sono. E soprattutto: il Kindle che cade sul naso quando ti addormenti leggendo fa molto più male di un volume di carta.

Infine il cambio di rotta – qui (non) si giustifica il selfie idiota in bagno – che vuol essere il buon proposito della trentaequalcosa che il contorno occhi non l’ha mai comprato: curarsi di più.

La mia amica Mariachiara ha postato qualche giorno fa il video di Lisa Eldrige, praticamente la Nigella delle make-up artist, che diventerà la super mega creativa di Lancome. Io non avevo idea di chi fosse, mentre nel mondo è pieno di donne che hanno rituali serali e mattutini per la cura della pelle o che seguono i suoi tutorial; per non parlare di tecniche per coprire i segni della sindrome premestruali o dei 101 modi per mettere il rossetto rosso. Solo quello rosso.

Mi sono guardata diversi video della signora e, detto tra noi, ho pensato, nell’ordine:

  1. Che figa! Certo mi pare un po’ botulinata.
  2. Struccata non ha una gran pelle, mi sa che alla fine tutti sti trattamenti senza una buona base fatta da un mix di ottimi geni mista a una certa dose di culo, non servono mica.
  3. Oh, ho 35 anni e una bella pelle, forse se al culo e ai geni ci aggiungo qualche accorgimento estetico arrivo a cinquanta e manco me ne accorgo.
  4. Ok, compro una crema notte, mi strucco tutte le sere e provo a seguire un rituale di bellezza pure io.

imageQuesto al momento lo stato del mio armadietto, considerando che la Daywear – con tutto quel che costa – l’ho sempre comprata solo perché profuma di anguria, cetriolo e altri profumi estivi, per il resto non c’è molto:

  • Un buon struccante dell’Avene, la mia marca preferita anche per i solari.
  • Una crema notte della Nivea che mi sembra faccia il suo dovere.
  • La Daywear si Estée Lauder perché mi piace, che in estate viene sostituita da una crema Nivea o Avene, più leggera.
  • Due campioncini di creme a base di Argan, di cui un contorno occhi e labbra.
  • Olio di mandorle.
  • Uno scrub fatto da me con olio di mandorle, zucchero di canna e una goccia di olio essenziale di rose. Lo uso ovunque, dalle mani al viso ai piedi.

Questo il mio kit per cominciare, poi mi sa che un’occhiata ai tutorial della Eldridge continuo a darla.

Siete trentaequalcosa anche voi, o vi ci sentite? Ecco, questo è il posto nel quale scambiarsi parole di conforto e darsi consigli per un totale #comfortmood.

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