Storie di cucina e di pezzettini di pollo al marsala

Storie di cucina e di pezzettini di pollo al marsala

L’ho detto e ridetto, ma quando le cose sono belle è giusto ribadirle. Se poi cascano a fagiolo come questa qui…

Allora, nei giorni in cui preparavo il mio corso per la Holden ero circondata da libri, digitali e non, che parlavano di cibo. Ho preparato 40 slide + 1, e quell’una finale era la bibliografia.

Una serie di libri che non parlassero solo del cibo, ma di quello che suscita, delle emozioni che nascono appunto “Intorno al cibo” (titolo del corso non per niente), il tutto finalizzato a dire una cosa fondamentale:

se vuoi scrivere, che tu scriva di aquiloni o di cibo non è fondamentale, l’importante è scrivere bene; ma se vorrai scrivere di cibo devi sapere che parlerai di qualcosa che cattura tutti i sensi, completamente, e la difficoltà sta nel far passare, attraverso le propria scrittura, tutto quello che i sensi comunicano nel momento in cui si assaggia, si prepara, si ingoia un cibo.

Il foodwriter, mestiere antico che fa più figo nominare in inglese, ma poi il primo fu un romano (buon sangue non mente!), conosciuto come Apicio, ha la fortuna di poter scrivere di una materia universale, di un bisogno viscerale, più dell’amore o dell’odio, e con il quale abbiamo tutti a che fare: il cibo. Poi chiaramente c’è chi lo fa meglio di altri.

Nella mia bibliografia ho stilato un elenco di quelli che secondo me lo fanno bene, ma dal 29 gennaio anche voi avrete modo di sapere quali sono davvero i migliori scrittori di enogastronomia perché il Corriere della Sera e Cucina Corriere lanciano una collana dedicata alle #storiedicucina.

La prima uscita sarà “La parte più tenera” di Ruth Reichl, un libro che ho adorato. La Reichl è davvero nell’olimpo dei foodwriter, anche se per me la migliore sarà sempre Norah Ephron, peraltro anche lei nella collana.

Quello che cerco di fare da tempo, con i libri e qui sul blog, è raccontare storie di cucina a modo mio, è per questo che nacque tanti anni fa “Due cuori e un fornello” e una delle prime ricette che scrissi su quel primo blog e poi libro, ma anche una delle prime ricette che mi ha insegnato la mia mamma, è il mitico pollo a pezzettini: bocconcini di pollo infarinati, cotti nel burro e saltati con il marsala.

Forse il mio vero comfort food della memoria, quello che mi fa gridare: “Casa!”.

Oggi la condivido con voi perché le ricette, come le #storiedicucina, devono essere scritte, raccontate e condivise

pollo-a-pezzettiniPollo a pezzettini della mamma, per 4 persone

  • 500g di petto di pollo
  • 80g di burro circa
  • farina q.b.
  • 1/2 bicchiere di marsala secco
  • sale
  • pepe

Preparazione

Tagliate il petto di pollo a bocconcini, salateli e passateli nella farina. Fate sciogliere metà del burro in una padella larga a fuoco medio. Raccogliete i pezzi di pollo infarinati, facendo cadere la farina in eccesso e buttateli in padella. Fate soffriggere a fuoco medio/alto fino a quando il pollo non sarà bello dorato, circa 15 minuti. Se il fondo di cottura di asciugasse troppo aggiungete, poco alla volta, il burro avanzato. Quando il pollo è ormai cotto, alzate la fiamma e versate il marsala sul pollo, non preoccupatevi se prende fuoco, anzi l’effetto flambé aiuta fa sì che si crei il delizioso sughetto caramellato. Lasciate evaporare il marsala, spegnete la fiamma e servite subito.



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