Sono incinta! Ma non dirlo

Parent (my parent) alert: no, non sono incinta. È solo il titolo del post.

L’altro giorno alla festa della figlia di una mia amica ho incontrato una ragazza incinta del secondo figlio che, quando ha saputo il mio nome, mi ha fatto i complimenti per il libro, pare se lo stia leggendo e si stia divertendo molto.
Non voglio star qui a dire quanto mi abbia fatto piacere, ma ammetto che è stato così. A quel punto la ragazza ha detto al marito: “Ma lo sai chi è lei? Quella del libro che ti leggevo l’altra sera!” e lui “Ah, quella che ha detto di essere incinta praticamente prima ancora di esserlo?“.
Ecco, sul momento son rimasta un po’ così: non capivo se il marito fosse serio o solo maldestramente ironico. Poi ho capito: è uno scaramantico!

Pensavo di esserlo anche io prima di rimanere incinta, ma in effetti non è andata proprio così: dopo un paio d’ore dal primo test di gravidanza a sapere della mia incintitudine erano una dozzina di persone, di cui almeno otto neanche le conoscevo. Tra questi:  il barista, la commessa, la farmacista…

Credo che esistano tre scuole di pensiero sulla questione “Quando dire (e a chi) che si è incinte“: la prima è quella degli scaramantici (quella del marito di cui sopra), la seconda è quella degli entusiasti (presente!) e la terza è quella degli scottati. Tutte e tre hanno poi le loro “varie ed eventuali”.

Gli scaramantici. A questa scuola appartengono quelli che scaramantici già lo sono. Come si riconoscono? Non passano sotto le scale; inchiodano quando un gatto nero attraversa la strada; non si porgono mai il sale senza prima posarlo sulla tavola; e così via. A questi si deve aggiungere il filone dei paranoici e di quelli che credono di avere la sfiga addosso o, peggio, che la sfiga possa passare di mano in mano come la saliera.

Gli entusiasti. A questa categoria appartengo pure io o, per lo meno, ne ho fatto parte in occasione della gravidanza. Tali erano l’entusiasmo e la gioia di essere rimasta incinta che avevo voglia di dirlo a tutto il mondo: i primi furono ovviamente mammaepapà; poi è stato il turno degli amici più cari; infine i conoscenti stretti: il parrucchiere, l’istruttore della palestra, l’estetista eccetera). Il problema degli entusiasti è che tendono a esagerare, diventando i primi pettegoli di sé stessi: gli autopettegoli non fanno altro che parlare di sé a tutti, ma proprio tutti. Un po’ come nella famosa battuta di Woody Allen che avrete sentito citare migliaia di volte: “Ma ora basta parlare di me. Parliamo di te: che cosa pensi di me?” Il Convivente a un certo punto si era convinto che sarei diventata un’autopettegola. In realtà mi sono trattenuta parecchio, se escludiamo le prime ventiquattr’ore.

Gli scottati. Sono coloro che per loro sfortuna hanno avuto un’esperienza di gravidanza che è andata male. Per carità, succede. E non è tra le migliori esperienze da vivere. Però a che serve vivere i vostri nove mesi di gravidanza nell’incubo che possa acca- dere qualcosa di grave o di brutto? Le cose accadono e basta, e prevederle – a patto che sia possibile – non è di grande utilità. Gli “scottati” vi metteranno in guardia riguardo tutti i pericoli, le difficoltà e gli ostacoli che potreste dover affrontare. Non ignorateli – soprattutto quando i consigli sono assennati –, ma non lasciatevi condizionare: nascere è la cosa più naturale del mondo e, come dice il Convivente, se la pratica è in voga da almeno 250.000 anni ci sarà pure un motivo.

E voi, a quale categoria credete di appartenere?

[tratto da “Due cuori e una culla”, Kowalski 2012″]

11 Replies to “Sono incinta! Ma non dirlo”

  1. Ciao! Sono approdata ieri in questo mondo con il mio blog: http://crearecolore.style.it
    Che piacere scoprirti! 😀 Leggerò il tuo libro, ora lo cercherò in rete per acquistarlo.
    Io appartengo alla categoria “se capita ben venga e il primo a saperlo – a sorpresa – sarà mio marito”.
    Ecco, si, mi piacerebbe che accadesse senza troppi programmi e che fosse “quasi” una sorpresa anche per me. Poi, il primo a saperlo, in modo estremamente romantico (*_*) sarà mio marito… 🙂
    Mi iscrivo al tuo blog per seguirti! A presto!

  2. Ciao e benvenuta! Grazie mille, ti verrò a trovare anche io. Non programmare queste cose sarebbe la cosa migliore, ma non sempre ci si riesce. Programmato o non, poterlo poi comunicare al padre è una cosa davvero emozionante e ognuna trova il suo modo per farlo. A presto 🙂

  3. ma si può essere scaramantici- entusiasti?
    Capitemi: ho un approccio statistico alla vita, per cui visto che l’80% delle gravidanze che non vanno bene (diciamo così) falliscono il primo trimestre… beh noi non volevamo dirlo fino alla fine di questo periodo! o almeno non a tutti!In realtà non ci siamo riusciti: oltre a zii e nonni quasi tutti gli amici nel giro di poco lo sapevano. Scaduto il primo trimestre ci mancava che mettevo un cartello sopra la testa. Per la serie “hey tu! Sai? Io aspetto un bambino!!!!!!!”

    1. Certo che si può! Credo che tutti noi partiamo un po’ scaramantici, visto quante se ne sentono in giro, ma poi è troppa la gioia per non comunicarlo a tutti!

  4. Io credo di appartenere a tutte e tre le categorie: sono, prima di tutto, un’entusiasta infatti la prima volta che ho fatto il test (positivo), io e mio marito abbiamo diffuso la notizia nel giro di poche ore…nel giro di pochi giorni, poi, sono passata alla categoria “scottati” perchè è andata male.
    La seconda volta che ho fatto il test, mi sono ricordata della scottatura e per scaramanzia ho deciso di aspettare….solo pochi giorni perchè resto sempre un’entuasista.
    p.s.: LUI ha 15 mesi ed è uno spettacolo…essere scaramantici non serve a nulla…va come deve andare! 😉

    1. Grande Francy, grazie per la testimonianza. Immagino deve essere un duro colpo, ma è bello poter dire che le cose poi possono solo andare meglio. Un bacio allo spettacolo! E poi dillo, in realtà volevi partorire in primavera 🙂

  5. Io faccio parte della categoria degli entusiasti, la mia è stata una gravidanza che abbiamo cercato, l’unica sorpresa avuta è stata che i feti erano due, avevo in famiglia casi gemellari, ma non ci pensavo!

  6. Ciao Ilaria,

    scopro oggi il tuo blog e lo amo già. Sono alla mia

    prima gravidanza e l’altro giorno ho finite di leggere

    il tuo libro “Due Cuori e una culla”. Fantastico! Ti

    volevo dire Grazie Grazie Grazie perchè mi hai fatto

    morire dal ridere ed hai allietato quelle giornate.

    Troppo bello quel libro!! Ti ricorderò per sempre

    associandoti alla mia prima volta da mamma in attesa.
    Ancora grazie.

    Un saluto e in bocca al lupo

    Arianna

    1. Cara Arianna, non sai che piacere che mi fa ricevere questi commenti. Io ormai dalla prima sono passata alla seconda volta, ma ti assicuro che è sempre un’emozione. Spero continuerai a seguirmi. In bocca al lupo

      1. Crepi il lupo e … Figurati! Non ti mollo più! 🙂 Inatnto ti volevo solo comunicare che scopro ora che il nome che tu hai scelto per la tua “seconda volta” è lo stesso della mia “prima volta”. Il mio bimbo infatti si chiamerà Francesco e ora amo questo nome ancora di più grazie a te.
        Un abbraccio.
        Arianna

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