Scuole chiuse, bambini in vacanza e la questione estiva

Manca un settimana e poi tutti a casa: è finita la scuola, o meglio il nido.
Chi ha figli che già frequentano classi dalle elementari in su sta vivendo da settimane il piacere/terrore di avere i figli a casa o magari è già partito per le vacanze.

Già, perché se c’è una cosa che ho capito da quando sono mamma – in realtà, l’ho capito da quando abito in una delle città (Milano) che viene maggiormente abbandonata dai suoi cittadini durante il weekend e i periodi di vacanza – è che i genitori partono: tutti presi dal panico e dall’ansia di “far cambiare aria al piccolo”.
Ma con tempi di crisi come questi, come si fa? Progettare tre lunghi mesi diventa un vero e proprio lavoro, ma a seconda della situazione familiare ognuno trova il proprio sistema per gestire la questione estiva.

Ovviamente non tutti possono partire ed è per questo che possiamo suddividere i genitori nei seguenti gruppi:
A) Madre casalinga/Padre impiegato-libero professionista
Come si chiudono le scuole, la mamma prende in carico il figlio/i e se ne occupa a tempo pieno per tutta l’estate, spesso trasferendosi definitivamente al mare.
B) Madre libera professionista/Padre impiegato-libero professionista
La mamma e il papà si organizzano per gestire al meglio il tempo e suddividerlo tra lavoro e figli a casa. Spesso si fanno aiutare dai nonni o da una babysitter, o dai mitici campi estivi.
C) Madre impiegata/Padre impiegato-libero professionista
A differenza del caso precedente la madre o entrambi i genitori hanno degli orari fissi che non possono trasgredire, per cui nonni e babysitter diventano l’unica risorsa possibile per gestire quantomeno un paio di mesi, poi ad agosto tutti in vacanza insieme.

Ma dove tenere i bambini durante il periodo estivo in attesa che arrivino le agognate ferie? Qui la divisione in classi si fa più netta perché, disponibilità economiche a parte, tutto dipende dalle abitudini.
A) Quelli che hanno la casa al mare/montagna/collina: sono ovviamente i più “fortunati” perché hanno un luogo in cui vanno sempre, e non solo d’estate, dove poter lasciare i ragazzi (nel caso fossero già adolescenti); oppure portare nonni e/o babysitter per accudire i bambini, mentre i genitori fanno la spola nel weekend; o ancora meglio un posto dal quale poter lavorare stando in vacanza.
B) Quelli che “Ah, io l’affitto ogni anno…”: ovvero quelli che da sempre hanno l’abitudine (e mettono da parte i soldi apposta per) di affittare una casa fuori per trascorrere l’estate. I più fortunati/organizzati affittano l’intera stagione, altri solo alcune settimane.
C) Quelli che “Stiamo in città e poi facciamo un viaggione tutti insieme”: c’è chi preferisce spendere per un viaggio da fare con tutta la famiglia e cerca di gestire al meglio il tempo estivo in città, in attesa di partire. E così nel tempo che si passa in città è tutto un organizzare mini gite nel fine settimana; pomeriggi nelle piscine comunali; passeggiate serali con gelato; campi estivi per i mesi di giugno e luglio (ma solo per bambini di età superiore ai 3 anni); BBQ in terrazza anche con un caldo che t’ammazza; e infine, c’è anche chi si mura vivo in casa e mette l’aria condizionata al minimo, entrando in un letargo invernale in attesa del viaggio (salvo poi non sapere come gestire il tempo dei bambini).

Io pensavo di rimanere in città fino ad agosto, mese in cui affitto ogni anno un posto al mare, ma a Milano sembra sia un sacrilegio tenere i bambini se non vanno a scuola. Non ho voglia di trasferirmi da qualche parte senza l’Udr (vedi: Uomo di Riferimento), non mi piacciono quelle cose della serie “Quando la moglie è in vacanza…“, non mi sono mai andate a genio, ma allo stesso tempo ho un lavoro che mi permette di muovermi senza problemi. Alla fine ho deciso: una settimana a luglio con mia madre e Tom al lago la faccio di sicuro (che forse ‘sta storia del cambio d’aria non è poi così assurda) e poi tutto agosto con papà & Co. al mare.

Voi che fate? Idee, consigli, domande?

Foto credits: jonny2love

9 Replies to “Scuole chiuse, bambini in vacanza e la questione estiva”

  1. mancano almeno due opzioni.
    mamma separata che lavora, con/ senza nonni a disposizione.
    (vale anche per i papà).

    non so, devo ancora decidere se mi sono offesa.

    1. perdonami se te lo dico ma questo post è quasi un insulto nei confronti di chi lavora e non sa come arrivare a fine mese. altro che viaggione e quelli che…

      1. Cara Movida69, non volevo assolutamente offenderti! Mi spiace. Anzi, come avrai letto, ho scritto “disponibilità economiche a parte, tutto dipende dalle abitudini” e sopratutto il mio voleva essere un resoconto ironico di tutti quelli che partono. Prima di tutto, parlo di abitudine perché se hai una casa è più facile essere abituato a spostarti per lunghi periodi; secondo, conosco famiglie che pur di farsi 3 mesi al mare e affittare anche solo un camper fanno sacrifici tutto l’anno, per questo – ribadisco – parlo di abitudini; terzo la mia premessa era proprio quella “come cacchio si fa con questa crisi a organizzare una famiglia intera per tre mesi, tanto più se non si avessero dei nonni a cui appoggiarsi?”. Per “viaggione” poi si può intendere anche una crociera di 2 settimane con tutta la famiglia: se ti organizzi per tempo non sono proibitive. I fattori che fanno sì che una famiglia possa organizzarsi l’estate sono tantissimi, è chiaro, e io ne ho presentati solo alcuni. La mia abitudine, ad esempio, non prevede vacanze di tre mesi: primo perché lavoro, secondo perché costa, terzo perché non sono il tipo, ma quello che credo è che (volente o nolente) con un figlio devi riuscire a organizzare qualcosa, come i nostri genitori facevano per noi. Non credi? Se vuoi parliamone ancora, anzi se hai suggerimenti o consigli da dare a chi vive situazioni come la tua a me fa enormemente piacere.

  2. ho detto semplicemente che esistono anche le famiglie monogenitoriali. e che,a mio parere, forse hai semplificato troppo anche le “abitudini”. mi spiego: a “due settimane in crociera” ci puoi pensare se a fine mese metti via qualcosa. molte famiglie non ci riescono. tutto qui. ma ognuno vede il mondo dalla finestra dove vive.

    1. Ognuno ha le sue abitudine e la sua “finestra”, è chiaro. Ti assicuro però che molte famiglie, pur non arrivando a fine mese spesso sanno organizzarsi meglio degli altri e hanno imparato a godersi la vita preventivando ogni mossa, economica e familiare. Ne conosco alcuni e rimango sempre molto colpita di come riescano a far tutto. Io sono sempre stata incapace 🙁 Ad ogni modo, mi auguro che ovunque decidiate di stare con la famiglia possiate farlo nel migliore dei modi.

  3. alleggeriamo i commenti…
    noi siamo categoria: mamma impiego fisso tre settimane libere ad agosto e papà attività commerciale 7 giorni ad agosto (e unici giorni di vacanza di tutto l’anno! Giuro!). Nonne fuori gioco entrambe (il vantaggio di avere delle nonne giovani! Lavorano pure loro…. bella fregata!). Soluzione: nido privato per un mese, qualche piccola fuga e vacanzone ad agosto (non vi fate strane idee: niente crociere, ma essendo l’unica vancanza dell’anno ho molte aspettative!)
    Il vantaggio di vivere in provincia è che l’aria non fa così schifo, per cui la fuga dalla città può essere ridotta!

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