Multitasker si nasce, madri si diventa

Da quando sono diventata mamma non faccio altro che leggere articoli sul multitasking come caratteristica fondamentale di noi mamme. Il primo film che ho visto al cinema, da sola, da quando è nato Tom è stato “Ma come fa a far tutto?” e non mi ci sono ritrovata nemmeno un po’, anzi ho dormito per buona parte del film.
Le mie amiche pensano sia una multitasker – ovvero una persona che riesce a fare più cose contemporaneamente – solo perché ho scritto un libro, mentre allattavo. È stato più facile di quanto crediate, ma devo ringraziare quella specie di santo di nome Tommaso.
Ad ogni modo, il fatto è che io sono sempre stata così, ho sempre fatto più cose insieme, e il mio cervello viaggia – da sempre – su un fuso orario diverso dal mio corpo. Ad esempio: adesso sono le undici e venti, ma la mia testa pensa siano le tredici e sta già buttando la pasta.
L’unico periodo della mia vita durante il quale sono stata completamente concentrata sul momento, riuscendo a fare una sola cosa alla volta, dormire o mangiare, è stato quello della gravidanza.
Il pancione mi ha dato una tranquillità mentale – ma chiamatela pure staticità – che mai avevo avuto prima. È durata solo nove mesi e ancora mi chiedo se in quei mesi stessi meglio o peggio.
Coloro che credono che cambiare un pannolino, mentre parli al telefono con un’amica e pensi a come gestire la riunione di lavoro del giorno dopo, sia multitasking è perché non sono nati per essere così.
Per me è la normalità: una stressante normalità che mi tiene viva.
Multitasker si è o si diventa e chi lo diventa, di solito, è molto stressato.

Quando mia madre leggerà questo post – so che lo farà – penserà: “Perché lei crede di non essere stressata?
Non è che io non sia stressata, la differenza sta nel fatto che a me, questo stress, stimola.
C’è poi quell’altro aspetto che definirei semplicemente “attenzione verso quello che ci circonda” che è proprio dell’essere una donna, non solo una mamma, e fa sì che alle nostre mille “tasks” quotidiane si debbano aggiungere per forza delle attività di cui faremo volentieri a meno: fare la spesa, passare in tintoria, sostituire la carta igienica, cambiare la sabbia al gatto, comprare le pile del telecomando, prenotare il vaccino per il bambino…
Credo che le mamme confondano il “Far tutto” con il “Far attenzione alle cose che potrebbero fare tutti (vedi i maschi), ma che in realtà ci ritroviamo a fare sempre noi“.
Non voglio chiudere questo post con la solita polemica “le donne fanno e gli uomini no”, anche perché credo fermamente che ognuno faccia delle scelte e le donne spesso scelgono di non chiedere una mano e far vedere che riescono davvero a gestire tutto.
È sbagliato, dentro di noi lo sappiamo benissimo, ma perseveriamo.
Quando si diventa madri ci si rende però conto che non può andare avanti così: per quanto una possa essere nata multitasker non può riuscire a fare tutto.
Ecco cosa ho imparato da quando sono mamma: ho capito che si deve saper chiedere agli altri perché il vero multitasker di casa ormai non sei più tu, ma tuo figlio.

Attenzione: questo post è stato scritto in un’ora e un quarto circa, perché nel frattempo ho cambiato mio figlio, gli ho dato la colazione, ho preso un caffè, ho giocato con Tom e le costruzioni, ho fatto partire la lavastoviglie e parlato con mia madre. Poi dice che sono stressata!

Foto: Chim Chim



14 thoughts on “Multitasker si nasce, madri si diventa”

  • Il dilemma di sempre e’:meglio fare una cosa per volta e farla bene che tante insieme ?
    Sono consapevole che non si sceglie di essere “multitasking”,in toscana si usa un termine diverso”arruffapopoli”,non e’ denigrativo ma rende l’idea di fare un casino di cose tutte insieme.In questa societa’ si e’ costrette a coprire mille ruoli,o mille parti in commedia, per essere efficienti o meglio ancora per non perdere tempo.
    Il” tempo”,tutto qui,che valenza dare al tempo nella nostra vita?Quali le priorita’ nello stesso arco di tempo?
    Queste sono le domande a cui la societa’ contemporanea neppure vuole rispondere.
    Sono daccordo con te,sulla gestione dell’essere “donna che lavora”e “Mamma”,pero’ perche’ si vuole partire o si e’ costrette a partire dal punto che “nessuno” ci aiuta quindi facciamo tutto e tutto insieme da sole?
    Comunque ogni epoca ai suoi pro e contro, anche se sono convinta che da quando le donne si impegnano nel lavoro con orari impossibili,sarebbe giusto che i loro compagni ne prendessero atto e fossero piu’ consapevoli che una vera
    collaborazione darebbe piu’ respiro ,sopratutto in una societa’ dove lo stato non ti aiuta in nulla.

  • Complimenti per la serenità! Quanto credi che influisca su questa riflessione il tuo essere libera professionista e non (semplificando grezzamente) lavoratrice dipendente dalle 9 alle 18?

    • Ciao Chiara,
      ti rispondo prima di tutto che io la dipendente non l’ho mai fatta, ma scegliere di essere libera professionista non è più semplice.
      Sapersi gestire è molto più complicato di quanto si pensi.
      Anzi, ti dirò di più: ho scelto di mandare Tom al nido dalle 9 alle 15 proprio perché io mi possa organizzare al meglio. Mi autogiustifico pensando che sarà lui ad andare a lavoro, in realtà ho solo bisogno di tempo per concentrarmi. Chi lavora da dipendente ha degli orari stabiliti e immagino che poi dover fare “tutto il resto” nelle poche ore che rimangono sia estenuante.
      Ecco perché, ancora di più, vale la regola del “Chiedere una mano”.
      Non credi?

      • Eh, mia cara (permettimi l’appellativo), il tema è impegnativo e, volendo, esula anche dall’essere mamme (io non lo sono e ti leggo e ti scrivo, vedi tu…)
        “Le donne spesso scelgono di non chiedere una mano e far vedere che riescono davvero a gestire tutto”. Verissimo! Ma lo fanno per loro scelta ? O perchè là fuori gli altri si aspettano che sia così? E gli altri possono avere tanti volti: quelli dei familiari (la mamma che ha sempre fatto così e ce l’ha fatta e non capisce perchè mai tu…), quelli dell’ambiente lavorativo (ecco la solita donna stressata che non riesce ad arrangiarsi…)
        Io sono per il fermarmi e chiedere, in tante situazioni della vita fa stare meglio, tutti.

  • ummmm questo è un tema che può far nascere la rissa!!!
    ;-))))

    io 20 cose insieme le ho sempre fatte, sono la regina delle liste e della programmazione, ho sempre lavorato anche da casa (perchè a volte se sei dipendente ad orario flessibile può essere una sola!!!) ma ora con un pupattolo intorno tutto si è fatto più complicato! Io non vorrei fare la splendida (anche io ho visto “ma come fa a far tutto come primo film da sola” e mi ci sono ritrovata perchè è la frase che mi ripetono di più al lavoro!) ma preferirei chiedere un aiuto. Il problema è: a chi? I nonni e gli zii lavorano, il papà ha un lavoro che lo blocca come orari più di me e i soldi per la babysitter se li è finiti il nido! 😉 L’unica disponibile di cui mi fido è la vicina che ha un bimbo anche lei, per cui solo raramente le chiedo favori (l’acqua deve aver superato la gola di almeno 50 cm!!!)
    Conclusione? Non sono stressata: Matteo ha imparato a dare i baci!!!

  • Non è facile per una donna chiedere anche perchè c’è la famosa teoria Non te lo devo chiedere io ma devi essere tu a capire. Noi non ci offendiamo se alcune cose ce le dite. Viva le donne che sanno chiedere…senza arrabbiarsi.

    • C’è la famosa teoria: “Non te lo devo chiedere io ma devi essere tu a capire”. Ecco se la teoria l’avete studiata, perché non vi applicate sulla pratica? 🙂 E soprattutto: noi non ci offendiamo se alcune cose le fate senza che ci sia bisogno di chiedere. Ovviamente, io non sono una santa e le discussioni di questo tipo avvengono anche in casa mia, spesso. Devo imparare a chiedere, questo lo so, ma voi come fate? Intendo, voi uomini.

    • ecco, io amo gli uomini che riescono a dare risposte così. perché sono quelli che di mani ne danno anche due. (e ce ne sono tanti). e lo fanno con un’umiltà e un impegno che può essere distrutto solo con l’arroganza che a volte, ahimé, caratterizza il mondo femminile. della serie sguardo di compatimento e maddaichetelofacciovedereiocomesifa. resto convinta ci sia molto da imparare, dagli uomini. (però a chiedere informazioni in auto siamo più brave noi).

  • Sono multitasking per natura, per scelta e per necessità. Ogni tanto è un vanto ma il puù delle volte è una maledizione. Anche perché ha ragione Francesco: loro non si offendono se gli chiediamo aiuto. Ma noi per orgoglio, fretta e incapacità siamo veramente lente nell’applicarci a questo “ben-essere” innaturale…

    • È vero che non si offendono e aggiungerei un “Vorrei vedere!” Mi sa proprio che ne riparleremo, questo è un tema che va capito e magari chiarito. Ma chi diavolo ci ha messo in testa che siamo fatti così… male?

      • Ilaria, le donne sulla capacità di delegare e pensare che anche i maschietti possano essere ottimi compagni e meravigliosi papà secondo me hanno parecchia strada da fare. Il fatto è che spesso, verifico guardandomi attorno, se le cose non vengono fatte come diciamo noi non vanno bene. E chi lo ha stabilito, questo?

  • Ciao Ilaria! Ti dico la mia: La storia del multitasking mi ha sempre infastidita parecchio…chiunque di noi è multitasking, uomo o donna, genitori e non, lavoratori dipendenti o professionisti..per esigenze, perchè, grazie a Dio, abbiamo il pollice opponibile che ci rende in grado di fare più cose contemporaneamente, oltre ad un cervello sviluppato per pensare a tante cose….e per questo dovremo vantarci e coniare un termine per dire che siamo tutti i grado di gestire le nostre vite?la mia teoria è: la parola multitasking è stata coniata da una donna molto molto frustrata a cui è capitata la grandissima sfortuna di avere al suo fianco un compagno poco più che gibbone che non è in grado di fare nulla di più che grattarsi la pancia e mangiare..(Marge Simpson??). Ultima considerazione….prima le donne non facevano altro che sfornare figli e stare a casa a cucinare, adesso lavorano e fanno tante altre cose, certo è diventato più difficile. Ma parliamo degli uomini che prima lavoravano e basta e invece ora cucinano, badano ai figli, fanno la spesa e puliscono… nessun uomo rivendica il loro essere “multitasker”!!Mentre sembra che per noi donne sia indispensabile rimarcarlo….

    • Sai Erica, in parte condivido. Credo che però l’essere multitasking vada visto più come la capacità di fare/pensare più cose insieme, piuttosto che fare “diverse cose” nell’arco della giornata. Non so se per forma mentis o semplicemente per un più spiccato senso dell’attenzione, le donne sono fatte per pensare – nel bene e nel male – mille cose allo stesso tempo, no?
      Il rimunginare è donna.
      Poi ci sono tanti uomini che si danno da fare, intendo anche nelle faccende “da donne”, e io ne conosco diversi, a partire da mio padre. Non c’è bisogno di vantarsi, vero è che molte volte a vantarsi sono gli uomini che non fanno proprio un bel nulla!

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