I mondeghili o polpette di bollito e un’insana passione per i carrelli

I mondeghili o polpette di bollito e un’insana passione per i carrelli

Sono a casa con tutti e due i bimbi un po’ febbricitanti. Il tempo per cucinare e scrivere si riduce drasticamente, a meno che non si decida – come faccio io – di mettere sul fuoco qualcosa che non impegna la mente, richiede molto tempo e porta ottimi risultati pronti per l’ora di cena.

Parlo del bollito, ma attenzione: non il bollito misto super buono, quello da accompagnare con salse più diverse e che preveda un carrello per portarlo in tavola.

Stop! Piccola deviazione su quello di cui volevo parlarvi in origine, ma se ormai mi seguite da un po’ saprete bene che mi viene facile aprire parentesi inaspettate, quando voi vorreste solo scorrere a fine post e trovare la ricetta che cercavate. Oh, basta scrollare in fondo alla pagina, se aveste fretta, non mi offendo.

Dicevo, andando leggermente fuori tema bollito, ma nemmeno troppo: della mia passione per i carrelli al ristorante ne ho accennato pochi giorni fa sui social, in particolare via Instagram e Facebook. Mi trovavo in un ristorante molto tradizionale, in quel di San Sepolcro, in occasione della mia visita a Casa Buitoni (stay tuned, ne parleremo a breve) e mi sono ritrovata incantata a rimirare il carrello dei dolci.

Carrello dei dolci

Sono una totale sostenitrice dei carrelli.
Prima di tutto mi piacciono come oggetti, ho appena preso questo qui all’Ikea.
Poi, al ristorante, mi piace l’idea di veder arrivare il cameriere o lo chef con un tripudio di dolci, o formaggi o, per l’appunto, bolliti, verso di me e darmi quel piacevole brivido di inadeguatezza dovuta al classico imbarazzo della scelta.
Infine, il carrello dei dolci è legato a due ricordi (eccolo qui, il comfort food di ritorno) molto personali, uno infantile e uno meno, che hanno come protagonista il carrello dei dolci: il primo è il carrello che si trovava  al ristorante bordo piscina dell’Hilton di Roma, dove ho passato le mie estati da piccola (il perché è una storia lunga e per molti potrebbe sembrare assurda, ma io abitavo lì vicino e con i miei, invece di andare al mare, passavamo i weekend estivi, da maggio a settembre, escluso ovviamente quando eravamo in viaggio, all’Hilton, in piscina. Non era affatto male!), e che amavo perché aveva su ogni ben tipo di bontà anni ’80, come il tiramisù o il creme caramel, ma anche la torta della nonna e le crostate, infine le dolcissime coppette di mousse al cioccolato con scaglie di fondente, la mia passione; l’altro carrello dei dolci è quello del ristorante a’Riccione di Milano, il luogo di tante cene romantiche con Gianluca, un ottimo ristorante di pesce, anche qui stile ’80 con furore, che fa un fritto misto delizioso chiamato “nuvola” e ha un carrello dei dolci da sballo: io amo le coppettine di croccante, con cioccolato, crema, frutta fresca e panna. Olè.

Insomma, venitemi a dire che è antigienico, ma io il carrello lo vorrei sempre al ristorante, ricordo anche quello dei formaggi di Pierino Penati, da lacrime, come quelle di latte che escono dal gorgonzola.

Lo so, lo so, come sempre ho messo troppa carne al fuoco.

Ma ne ho messa un bel po’ anche in pentola, con le carote, le cipolle e le patate, un dado vegetale e qualche bacca di ginepro. Ovviamente, il tutto per preparare un bel bollito di carni miste che però uso per portare poi in tavola un buon brodo e tritare le carni da usare come base delle mie polpette. Anzi, quelle che fa sempre la mia mamma. Anzi, quelle che, ho scoperto da pochissimo, a Milano si fanno da sempre e finiscono sotto al nome di “mondeghili”, che però si friggono nel burro, come quasi tutte le cose buone.

minestrina e polpette

Io le polpette le faccio spesso anche con carne cruda, ma quando ho voglia di una coccola per me e i bambini vado di minestrina con brodo buono e parmigiano e qualche polpetta di bollito. Ecco, dopo tante chiacchiere, la ricetta di oggi.

Le polpette di bollito di casa mia

  • 500 g di carne bollita e macinata
  • 50 g di parmigiano grattugiato
  • 30 g di prezzemolo tritato,
  • 1 spicchio d’aglio tritato
  • 1 patata bollita schiacciata
  • 1 uovo
  • sale e pepe q.b.
  • olio di semi per friggere

In una ciotola unite la carne, il parmigiano, il prezzemolo, l’aglio, l’uovo, la patata, un cucchiaino di sale, una macinata di pepe e mischiate il tutto, meglio se con le mani. Con l’impasto create delle polpette tonde o oblunghe e passatele nel pan grattato per poi gettarle, poche alla volta, nell’olio bollente. Friggete fino a quando non saranno ben dorate. Servite subito.



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