Moltiplicatevi e non fate figli unici (fidatevi, io sono unica)

Quando qualcuno mi chiede se io sia felice di essere figlia unica di solito rispondo così: “Sono sempre stata benissimo, viziata il giusto – d’altronde hanno solo me, chi altro mai dovrebbero viziare? – e molto amata“.
Solo una volta dissi ai miei genitori che avrei voluto un fratellino, ma forse sbagliai a porre la richiesta quando li riunii davanti a un tavolo, all’età di quattro anni e dissi: “O mi fate un fratellino oppure mi date un gatto“.
Puntuale, il giorno dopo, eravamo in un allevamento a prendere il mio primo gatto, Gigi, un persiano bianco che è vissuto con noi per vent’anni.

La mia vita da figlia unica è piena di bellissimi ricordi, solo noi tre: viaggi, confidenze, momenti unici, di quelli che forse solo in tre puoi vivere.
Poi però per me ci sono stati gli amici e le loro famiglie numerose, casinare, incasinate, con quelle dinamiche tra fratelli che molto volte ho cercato di capire, ma che non mi sono mai appartenute.

Sono felice di essere figlia unica, non credo di essermene mai lamentata, ma è quando diventi grande e i tuoi genitori invecchiano che le cose cambiano, perché arriva – giustamente – il momento in cui i figli devono poter restituire tutte quelle attenzioni, i sacrifici, la pazienza e l’amore.

Certo, questo capita a tutti i figli, anche a quelli non unici: solo che superare quelli che una mia amica ha definito i tagliandi della vita a cui si sottopongono i grandi adulti se si è in due, o in tre, è più facile.

Avere dei fratelli vuole dire condividere.
E se quella condivisione da piccoli può risultare una sciagura – io avevo la mia stanza, i miei giochi e i miei vestiti solo per me – alla lunga i benefici sono tanti.
L’alternativa per noi figli unici è trovarsi delle amicizie molto solide e curarle sempre, anche a distanza.

In questi giorni il mio papà è in ospedale (è per lui che ho scritto questa cosa, l’ho fatto prima che si operasse e ha portato bene) e con la mia mamma facciamo la spola in ospedale perché Tom è con me, a Roma, ma lui in clinica non può entrare. L’altro giorno dovevamo esserci tutte e due ed è solo grazie alla mia migliore amica, che è accorsa per tenere Tom, che siamo riuscite a farlo.

Quando la sera ho ritrovato mio figlio e la mia amica è andata via ho riflettuto su una sua frase: “Io posso venire sempre da Tom, ma non potrò mai andare da tuo padre, se non per salutarlo”.
È tutto qui, per quanto tu ci possa litigare, piangere, ridere o scherzare: i fratelli ti possono stare vicino sempre e avranno con la tua famiglia la stessa confidenza che hai tu.

Regola di vita imparata dopo 32 anni di unicità: moltiplicarsi!

Foto di SuziJane

18 Replies to “Moltiplicatevi e non fate figli unici (fidatevi, io sono unica)”

  1. Da figlia unica, mamma a mia volta di una figlia unica, condivido dubbi, certezze, stati d’animo e persino qualche aneddoto :-). Lo stesso sguardo su “noitre” e lo stesso sguardo su famiglie di amici iperrelazionali. Mi sono trovata anche a vivere un’esperienza analoga a quella che racconti, con gli stessi identici pensieri. Per consolarmi, tuttavia, penso che a volte i fratelli, proprio quando i genitori di fanno anziani, si sbranano a vicenda. Ti consiglio più che vivamente di leggere il libro di Marcel Rufo “Fratelli e sorelle” (Feltrinelli): rivalutazione potente, a mio avviso, dei figli unici. Mi ha fatto sentire forte di un bagaglio emotivo tutto speciale e fortunata, anni dopo essermi resa conto che non sarei più diventata una sorella maggiore.

    1. Scusate il ritardo con cui rispondo… Grazie mille per il consiglio, ora me lo vado a comprare! Sia chiaro sono fierissima di come sono cresciuta, è solo che a volte mi piacerebbe avere un “supporto” in più.

      1. Lo sapevo, mi hai messo il “tarlo” di un secondo figlio…uffa…ecco cosa succede quando si ha troppa stima della propria blogger di riferimento! 🙂

  2. A volte i fratelli non vanno d’accordo, vedono le cose in modo diverso e vince solo il più forte (o prepotente).
    Certo nella cura di un anziani ci si alterna (ma non sempre) ma se non si é uniti anche quello diventa un campo di battaglia.
    Io sono una di quattro e da che sono bambina é stato solo motivo di grandi sofferenze.
    Vorrei comunque che mio figlio avesse un fratello ma passerei la vita a cercare di capire dove e in cosa i miei hanno sbagliato.

    1. Proprio ieri sera degli amici dei miei, genitori di tre figli, dicevano col sorriso che tra fratelli diventa poi tutto uno scaricare il barile all’altro. Solo che è proprio quello il punto, chi ha dei fratelli forse riesce poi a “scaricare”, anche solo stress e tensioni. Mi spiace tu abbia avuto momenti di sofferenze e forse non c’è stato qualcosa di “sbagliato”. Stai serena che tutti i genitori passano la vita a capire gli sbagli del passato e poi si ritrovano a fare nuovi sbagli che i figli cercheranno di capire poi. Il famoso cane che si morde la coda, o – se vogliamo vedere positiva – così che va la vita!

  3. essere fratelli è un dono meraviglioso, un ”qualcosa” che va al di là della più solida tra le amicizie. inaspettatamente ci si diventa ed incondizionatamente lo si ama…

  4. Ci sono, naturalmente, lati positivi e lati negativi in entrambi i casi, nell’essere figli unici e nell’avere una famiglia numerosa, ma mentre la solitudine la si può scegliere e ricercare in caso di disaccordo con i fratelli, nell’altro caso non ci si può inventare una famiglia che non c’è e inevitabilmente, con l’invecchiare dei genitori, si passa da figli unici a figli soli. Moltiplicatevi, anche se non ne sentite l’esigenza.

  5. sai come la penso..te l’ho già detto altre volte, da figlia unica (felice) e mamma (felice) di 3 ma sono ormai convinta che la felicità e la serenità siano figlie uniche…senza dubbio

  6. io ho una posizione … privilegiata! Sono stata unica per quasi 9 anni e quindi mi ricordo che significa essere figlia unica. Mio fratello è stato il “regalo” più bello che i miei genitori mi abbiano fatto. Mi spiace solo per la tanta differenza che su diverse cose ci ha impedito di essere magari più complici!

    1. Ecco, vedi, questa è una soluzione interessante. Ho tante amiche nella tua stessa condizione, ma al contrario: ovvero figlie uniche, dopo sorelle più grandi di circa 15 anni.

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