Mamme-Disney: lo siamo tutte, prima o poi.

Mamme-Disney: lo siamo tutte, prima o poi.

Supercalifragilistichespiralidoso!
Dallo scorso weekend sono ufficialmente diventata una mamma-Disney. Sono anni che mi preparo e il fatidico momento è arrivato.
Definirei Mamme-Disney tutte quelle madri che a un certo punto, presto o tardi, fanno partire un bel DVD della Disney, meglio se un “Classico“, e aspettano che il figlio venga rapito dalla famosa “magia” e gli occhi gli comincino a roteare come se si trovasse faccia a faccia con Sir Bis, l’ipnotizzante serpente di “Robin Hood”.
Come tutte le madri prima di essere tali, mi ero ripromessa di non lasciare che mio figlio diventasse da subito un tele-dipendente (salvo poi farlo diventare uno schermo-dipendente causa nonni lontani con i quali comunichiamo via Skype, ogni giorno).
E ci stavo riuscendo, d’altronde tenere accesa la televisione durante i primi mesi di vita di Tom è stato piuttosto difficile: primo perché quando l’accendevamo lui guardava solo in quella direzione e io diventavo matta cercando di allattarlo e svezzarlo e poi perché all’inizio, c’è poco da fare, noi genitori non abbiamo proprio il tempo fisico per guardarla, e se lo facciamo ci addormentiamo ancor prima che inizino i programmi.
Ora che Tom è un po’ più grande la televisione accesa non gli fa né caldo né freddo: butta lì un’occhiata ogni tanto e niente più. L’altra mattina, però, stavo cercando di tenerlo buono più del solito perché era molto raffreddato e volevo evitare in tutti i modi che continuasse a gattonare sul marmo, raffreddandosi ancora di più.
Sono andata in camera sua, ho preso il primo Classico che ho trovato e ho fatto partire il video.
Mary Poppins, in poco meno di venti minuti, ha fatto la magia: dapprima Tom guardava, distraendosi ogni tanto, poi però sono partite le canzoni e non c’è stato più spazio per nessuno. E dopo trenta minuti dormiva come un angelo.
Le canzoni sono la chiave del successo dei più amati Classici Disney (o almeno lo erano) e mi chiedo: ma che fine hanno fatto?
Sono nata negli anni ’80 e il mio rapporto con la Disney è durato più o meno fino al 1995, ovvero fino alla tragedia del “Re Leone”, con tanto di Ivana Spagna a sostituire Elton John. Segno evidente che la crisi, della Disney, era ormai in atto.
Chiusi i rapporti, Disney e io ci siamo ritrovati grazie alla Pixar e da quel giorno la nostra unione si è arricchita sempre più raggiungendo l’apice con “Ratatouille”. Tutto ciò senza che ci fosse bisogno di mettere in mezzo un figlio. Ora il figlio c’è e i cartoni Pixar non sembrano essere ancora tra i suoi preferiti, mentre quelli
Da Fantasia a Cenerentola, dagli Aristogatti alla Sirenetta non c’è film che non abbia al suo interno almeno una decina di canzoni e io le so tutte. Il mio compagno no.
Le canzoni erano fondamentali e solo ora mi rendo conto che, per quanti belli e tecnicamente perfetti siano i cartoni Pixar, sono poveri di canzoni, al massimo una sui titoli di coda. Perché sia stata fatta questa scelta è una domanda che mi pongo solo oggi e forse, quando avrò passato i prossimi mesi a guardare ogni santo giorno, per cinque volte consecutive, Mary Poppins & Co. mi risponderò da sola: “Perché i genitori di quelle canzoni ne ha pieni i  c…”. Ecco, presa dai ritornelli che ho in testa stavo pure per fare una rima non proprio carina, ma sicuramente calzante.
In attesa di stufarmi, fischiettando “Con un poco d zucchero…“, vi dico che sono ben felice di far parte di quella generazione che sa a memoria i “Classici Disney ” pre-Pixar  (canzoni annesse) perché ora posso canticchiarle a Tom. Speriamo non arrivi troppo presto quel giorno in cui mi dirà: “Mamma, basta canzoni! Se Nemo e Up! non ce l’hanno ci sarà un motivo, no? Fattene una ragione“.

E voi siete già diventate Mamme-Disney? Ma, soprattutto, è possibile non esserlo?

(Foto: Getty Images)



10 thoughts on “Mamme-Disney: lo siamo tutte, prima o poi.”

  • Credo che essere mamme e non essere mamme-Disney sia un binomio rarissimo. Perché privare i figli di tanto piacere? Tratto, colori, musiche, storie… tutta la miscela Disney è magica e se non da piccoli, quando?
    Piuttosto, suggerisco di non fossilizzarsi esclusivamente su Mr.Walt/Pixar e percorrere, ad esempio, anche le fascinose strade di Myazaki.
    Dopo Totoro ed altri grandi lavori ho di recente scoperto Ponyo, e mi sento di consigliarlo a chiunque ami l’estetica e desideri sfiorare il magico, indecifrabile grado della fantasia che somiglia tanto al prezioso momento in cui il vino ti allontana dalla realtà ma senza ancora averti irrimediabilmente rapito…

    • Uuuh! Io adoro Totoro e Ponyo mi fa impazzire. Ti dirò di più: non bisogna neanche fossilizzarsi sul genere cartone animato, in questa fase (prima di iniziare a parlare e camminare, per dire) i musical sono fenomenali. Oggi ho provato con “Across the Universe”: effetto imbabolamento istantaneo, ma di altissimo livello.

  • Disney tutta la vita!!Il fascino dei classici Disney non passerà mai, con Ale, che ha 4 anni, ho riscoperto la magia di Biancaneve, La Carica dei 101 e il mio preferito, Cenerentola, meravigliandomi di conoscere ancora a memoria battute, canzoni, persino le pause e i suoni tra una scena e l’altra….Luca, mio marito, mi ha fatto “conoscere” il suo Disney preferito, La Spada nella Roccia..ho imparato a memoria anche quello…adoro la canzone di apertura di Maga Magò, amo impersonare uno dei topini di Cenerentola cantando per la mia bimba…è vero, dopo il Re Leone, Aladdin e con l’avvento del digitale (Toy Story?) lo scenario è cambiato…devo dire che per me in peggio, ci sono film che proprio mi rifiuto di vedere, anche se alcuni (appunto Toy Story o anche Nemo) sono piacevoli. Ma non c’è proprio paragone con il Gufo Anacleto che scoppia in una risata contagiosa di almeno 30 secondi quando a Merlino si impiglia la barba in un modellino di aeroplano..

    • Diciamo che sono film diversi. Si nota che i Classici sono “vecchi”, ma è il loro bello. Io adoro i film Pixar, quasi tutti, ma credo che ai bambini piacciano un po’ tutti, poi col tempo si faranno il loro gusto personale. La spada nella roccia, brava. Corro a comprarlo.

  • Beh sì, i primi Disney sono indimenticabili.
    Non sarà che è quell’età di sogno a essere indimenticabile?
    Canta usignoool…

  • anch’io faccio parte della generazione disneyana classica dove effettivamente le colonne sonore contribuivano in modo inesorabile a rendere unici quei cartoni. Tra l’altro la bellezza delle immagini era evidenziata dal suo scorrere in modo lento, sequenza dopo sequenza come a divenire parte inegrante della storia con il suo naturale procedere, umano direi. Colleziono tutti i classici e ogni volta è stato un immedesimarsi e un canticchiare, fino ad oggi, tutti i brani, che divenivano l’anima stessa dei personaggi.Adoro ancora il motivetto dell’orso baloo, de il libro della giungla, che è diventato il motto del mio bimbo di quattro anni.. bastano poche briciole, lo stretto indispensabile!!
    Con l’avvento di pixar, c’è stata la logica evoluzione e l’ufficiale avvento della velocità. tutto si è trasformato, digitalizzato e anche i cartoni hanno seguito questo corso, veloce. le immagini sono rapide, c’è poco spazio alla riflessione o all’ascolto dei dialoghi. sicuramente i nuovi cartoni hanno poco quella funzione pedagogica che potevano avere i classici disney, così chiaramente evidente.
    Concludo dicendo che grazie a Disney, a Baloo e a tarzan ho fatto capire al mio bambino che anche senza un padre presente la sua forza la poteva trarre dal “branco” che per lui sono i suoi nonni e i suoi zii.

    • Che bello il tuo commento, Carmen. È proprio vero: i cartoni insegnano sempre qualcosa, divertendo. Ecco la magia.

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