Lavaggi nasali: fateli, fateli, fateli!

Sono passati due anni da questo mio post in cui parlavo dei lavaggi nasali e nel frattempo sono anche passate due gravidanze e ho due figli per cui, con qualche ora di volo sulle spalle, posso dire che devo fare alcune rettifiche a me stessa e dare qualche suggerimento in più a tutte le mamme che stanno imparando ora a muoversi nel fantastico modo delle malattie infantili.
Più che di malattie vere e proprie, anche se il piccolo Francesco ha già preso una bella bronchiolite, vorrei parlarvi dei malanni stagionali, quei fastidiosi raffreddori, quella tosse che non se ne va, per non parlare di mal di gola e otiti varie.

Il rimedio è uno solo: lavaggi nasali.

Oggi ho incontrato per caso in farmacia un simpaticissimo pediatra e con lui mi sono fermata a chiacchierare proprio dell’argomento perché Francesco è di nuovo alle prese con la tosse e gli spasmi bronchiali, mentre Tommaso ha un catarro scemo che non va via e il naso un po’ colante.
Ho sempre saputo di quanto fosse importante lavare il nasino dei piccoli, proprio per la loro incapacità a soffiarselo, ma il pediatra di oggi me l’ha riconfermato: lavare il naso anche cinque, sei volte al giorno, può evitare terribili conseguenze e fastidi ai bambini.
Avete capito bene 5 o anche 6 volte, non quel paio di occasioni solo perché li vedete un po’ intasati.
Mi diceva, sempre il simpatico pediatra, che molte mamme evitano di farlo di notte, per non svegliare il bambino, salvo poi magari ritrovarsi a passare le seguenti notti insonni per coccolare il figlio con ormai una bella otite in atto.
Già, perché il muco mica se rimane lì fermo poi infetta, scivola nel canale uditivo e BAM! ecco l’otite. E così accade un po’ per tutti i piccoli problemi che un brutto inverno e (nel mio caso) una città inquinata possono comportare ai nostri bambini.

Ritornando al mio vecchio post ecco un po’ di consigli a seguito delle rettifiche per muoversi al meglio tra soluzioni fisiologiche e pompette aspira muco.

  1. Non usare il boccione di soluzione fisiologica, anche se più economico delle fialette: non rimanendo chiuso ermeticamente si rischia di creare un bacino di germi ogni volta che vi si inserisce la siringa.
  2. La pompetta bocca (io uso Narhinel) o quella elettrica sono molto utili: ne avevo una piccolina, perché temevo che quelle che risucchiano fossero schifose e invece si calibra meglio l’aspirazione e il muco viene via velocemente. Non usatele troppo, anzi l’ideale sarebbe solo la fisiologica, con bambino steso sul fianco e la fialetta leggermente inclinata non messa dritta sul per la narice.
  3. Quando vostra madre o il vostro compagno cominciano a dirvi “Ma poverino! Che tortura! Ma sei sicura che si debba fare proprio così?” voi fate un bel respiro, cercate di capire che forse loro non l’hanno mai fatto o semplicemente l’hanno rimosso, e ditegli che l’avete letto qui. Questo era il consiglio che davo due anni fa: confermo e rilancio!
  4. Inventatevi delle storie: i bimbi piccoli sono piuttosto inermi e incapaci di ribellarsi alla pulizia nasale, ma quelli più grandi possono essere o sono molto collaborativi o fare molta resistenza. Ad esempio Tommaso odia il lavaggio, ma da qualche tempo si fa fare volentieri l’aspirazione dato che gli faccio vedere, una volta aspirato il muco, quello che era nascosto nel suo naso, sono i famosi “mostriciattoli”. In casa mia questi esserini appaiono sulle mani se non si lavano, tra i denti se non si spazzolano bene e nel naso se non viene pulito. Sarà che è maschio e come tale attratto dalle cose un po’ schifide, effetto slime, ma questa storiella dei mostriciattoli pare funzionare. Provateci anche voi!

Ultimo consiglio: nonostante noi adulti sappiamo lavarci il naso, il metodo dei lavaggi con soluzione fisiologica è consigliato anche per i genitori. Piuttosto che spararsi nel naso tutti quegli spray fortissimi che alla lunga irritano solamente.

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