La tarte tatin che non c’è. E del perché non sono una food photographer

Questo è quanto scrivevo sul mio account di Twitter qualche giorno fa, in occasione del mio compleanno.
Non tutte le foto che trovate su questo blog le ho fatte io e ci sono vari motivi per cui le cose qui vanno così:
    1. Io amo scrivere e racchiudere in una frase sapori, sensazioni e odori, che poi ognuno è libero di interpretare a modo suo.
    2. È pieno il mondo di fotografi amatoriali che hanno scelto il “food”: alcuni sono eccezionali, altri farebbero meglio a smettere.
    3. Fotografare un piatto è complicato, soprattutto se ami quello che hai cucinato e non vuoi certo che si raffreddi o (se già freddo) non vuoi aspettare per goderti il momento in cui la tua bocca darà il responso definitivo a ciò che fino a quel momento hai solo visto, odorato e toccato.
    4. Ogni giorno nasce un foodblog e ogni giorno un foodblog viene abbandonato (non ho dati statistici alla mano, ma scommetterei che accade proprio così) per cui so che se voglio davvero far sopravvivere a lungo il mio foodblog, come è stato fino a poco tempo fa con Due Cuori e un Fornello, devo cucinare e scrivere, ovvero concentrarmi su quello che so fare e non inventarmi un mestiere tanto per.
    5. Sono certa che se volessi farei delle splendide fotografie, ma la pigrizia, la gola e i filtri di Instagram mi impediscono di impegnarmi.
    6. Ci sono cibi che non possono aspettare.
    7. Ci sono occasioni in cui non puoi proprio dire “Aspetta! Aspetta! Aspetta! Che devo fare la foto”.
    8. Credo che la Rete abbia bisogno di immagini, ma qualcuno ha ancora bisogno di parole.
    9. Grazie a Pinterest, Creative Commons e ai tanti blogger che hanno fotografato cibi simili a quelli da me prodotti e che mi hanno tolto dall’imbarazzo ogni volta che la gola aveva preso il sopravvento sul mio lavoro da foodblogger.
Quest’ultimo punto è quello da cui parto per dirvi che per il mio compleanno mi sono regalata una fantastica Tarte Tatin, che è piaciuta a tutti – anche al mio Convivente che di solito preferisce torte più “pannose” – e che amo descrivere così:
La magia della Tarte Tatin non avviene nel momento in cui la capovolgi, quanto nell’istante in cui il caramello incontra il burro e si abbracciano, spumeggiando e ribollendo di passione, un attimo prima che le mele vi affoghino dentro, pronte per essere nascoste da un profumato lenzuolo di pasta brisé.
In questo post non trovate la ricetta, ma un post sulla Tarte Tatin c’è!

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