La prima festa di Natale a scuola: timidezza o carattere?

La prima festa di Natale a scuola: timidezza o carattere?

Ieri abbiamo partecipato – Tom, l’UdR ed io – alla prima festicciola natalizia della scuola: una mattinata trascorsa tra le mura scolastiche che per l’occasione si sono aperte a genitori e parenti. Un’occasione per stare insieme agli altri bimbi, farsi gli auguri e vedere come si comporta il proprio piccolo in mezzo a tanta gente.
Ah, anche l’occasione per riscattarmi come mamma-cuoca (ma di questo ne parleremo a fine post).

Ma partiamo dalla questione festa di Natale, dato che da quello che ho potuto vedere sugli account Twitter e Facebook di varie amiche mamme, non sono stata l’unica questo fine settimana ad aver festeggiato.
Nella mia scuola i bambini, quelli del nido e dell’asilo insieme, si sono limitati a cantare qualche bella canzoncina e ritirare i regali che Babbo Natale in persona ha portato per loro e per le maestre. E da voi come è andata?

Questa prima festa di Natale, per Tommaso, è stato un piccolo banco di prova in società, ma lui non ha voluto troppo prenderne parte, tanto che non ci siamo seduti in mezzo agli altri bimbi a cantare, ma lui ha preferito fare altro.
Tommaso ha meno di due anni, è davvero piccolo ed è ancora in una fase in cui deve capire il mondo attorno a sé, ma – mi chiedo – nel comportamento di Tom alla festa (schivo, lontano dalla folla e impegnato in cose tutte sue, come cercare di forzare l’armadietto della macchina del caffè perché amante delle serrature in genere; fare lo scivolo; o dare da mangiare ai pesci della scuola) devo leggere solo il bello della sua età o anche parte di come sarà?
Ecco, non so, ma da quanto ho capito, Tommaso è un tipo molto serio, ai limiti del solitario, ma sopratutto è uno di quelli che guarda le situazioni dall’esterno, senza prenderne parte immediatamente: ha bisogno dei suoi tempi, di ambientarsi, e noi glielo lasciamo fare, seppur spiegandogli cosa accade e perché si trova in una determinata situazione.

Dato che non credo sia l’unico bambino a comportarsi così, ho voglia di condividere con voi questo suo momento, che trovo molto tenero, ma che va saputo accompagnare con delicatezza, perché il rischio di non saperlo gestire è dietro l’angolo: ci sono genitori che “constringono” i propri figli a stare con gli altri e a fare quello che fanno gli altri perché si deve fare; altri che invece non fanno nulla che il figlio non voglia fare, tanto da arrivare a non portarlo alle feste o in altre occasioni per non turbarlo.

Morale della prima festa di Natale di Tommaso: forse non è ancora pronto per esibirsi insieme agli altri, ma all’arrivo di Babbo Natale ha capito chiaramente che le cose sarebbero andate per il verso giusto e – prendendo per mano suo papà – è andato a prendersi il suo regalino, l’ha scartato in mezzo agli altri, ed è stato molto felice.Ecco, come sempre la verità è nel mezzo: lasciateli liberi di muoversi in situazioni diverse come meglio credono e poi vedrete che saranno i primi a scegliere se buttarsi o meno nella mischia.

Mai felice quanto la mamma che – come dicevo sopra – ha vinto la gara di torte di Natale con i suoi cupcake natalizi (vorrei ricordarvi quanto fossi rimasta male alla festa di fine anno, pochi mesi fa…)!



4 thoughts on “La prima festa di Natale a scuola: timidezza o carattere?”

  • Come potevi non vincere! Sono fantastici anche a vedersi in foto! Figurati a mangiarli!
    Sono due tre giorni che vedendo le tue foto ho i cupcake in testa … Hai pure condizionato i miei regali natalizi: libri, barattoli, grembiuli … Tutti rigorosamente con dei cupcake! Erika

  • Hai centrato il punto: lasciarli fare, perché in quale momento di libera espressione permettiamo loro di conoscersi, senza forzature, senza imposizioni. Anche io vedo genitori “dell’obbligo”, ma che tristezza, quanta poca spontaneitá! E poi ci sono momenti in cui (capita anche alla mia quattrenne Carlotta), semplicemente, nun je va…embé?
    Un caro saluto, sei una brava mamma (anche UdR, certo).
    Vi abbraccio.
    MP

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