La paura più grande: perderlo

Dal primo istante in cui sai di essere incinta scatta la paura di perderlo. Tra le tante angosce che ti sovrastano quando diventi madre, la paura di perdere il proprio figlio è forse la prima e soprattutto quella che si protrae nel tempo.
Aborto spontaneo, incidenti, malintenzionati, distrazione, casualità, destino…
Può capitare in ogni momento: a volte è solo questione di sfortuna, altre ti diranno che “Doveva andare così” e altre ancora non puoi prendertela altro che con te stessa.

Sia chiaro, tale paura non ci dovrà mai impedire di vivere al meglio l’esperienza di mamma, ma è come se dal momento in cui quel test di gravidanza conferma la nostra incintitudine sottopelle si formasse una piccola spia con su scritto: “OK, PANIC!”


Un po’ come accade nel film “L’aereo più pazzo del mondo”, solo che non c’è nulla da ridere se mai si dovesse accendere.
Se nei primi mesi le paure sono legate più che altro a fatalità, quando un bambino comincia a camminare e a fare un po’ quello che gli pare controllarlo diventa il mestiere più difficile del mondo, e non ci sono pause pranzo.

Non dobbiamo però farci frenare, tenerlo sempre per mano o impedirgli di esplorare il mondo che lo circonda: l’unica cosa che dobbiamo fare è non perderlo di vista, mantenere sempre la distanza di sicurezza  e richiamarlo se fa troppo di testa sua.

Non so voi, ma io tutte le coppie di genitori che sento hanno perso almeno una volta nella vita il proprio bambino, che sia per pochi attimi o per ore. Supermercati, parchi, alberghi, stazioni, aeroporti sono tra i luoghi più pericolosi quando si porta a spasso un piccoletto sotto al metro di altezza.
I miei raccontano di avermi perso, a due anni di età, in un albergo di Amsterdam, per poi ritrovarmi nell’ascensore che mi divertivo a salire e scendere schiacciando tutti i pulsanti, in compagni di viaggiatori di ogni nazionalità.
Lo raccontano ancora con terrore, ma col sorriso sulle labbra.
Una mia amica mi diceva di aver perso la bimba nella folla di una fiera: la manina le è scivolata via e la piccola è partita, senza voltarsi indietro. Fortuna che le brave persone esistono, ma non mancano i malintenzionati. E io ho paura!

Il problema è che Tommaso non è ancora in quella fase in cui puoi insegnargli a dire il suo numero di telefono e anche se non ho la minima intenzione di perderlo di vista mi preoccupo di ciò che potrebbe accadere se mai capitasse.

Ma forse tutta quest’ansia serve semplicemente a farci stare più attenti, no
Voi come la gestite quest’ansia atavica, che tanto non se ne andrà più?
Avete aneddoti divertenti da raccontare, per sdrammatizzare un po’?

[Foto credits: star5112]

4 Replies to “La paura più grande: perderlo”

  1. è tutta ansia positiva, non ti preoccupare! andrà via con il passar del tempo ma in un certo senso serve per stare più attente,come dicevi tu. ora sono una mamma con due figlie ormai grandi, ma una certa apprensione la percepico sempre, sarà che sarò troppo tenera,
    un saluto a te e il piccolino, in guardia Ciaooo
    Elisa

  2. Io credo che tu sia stata bravissima anche solo a scrivere di questa paura: solo al pensiero di un evento del genere io non riesco più a respirare. Ho sempre pensato che non sarebbe possibile sopravvivere alla morte di un figlio.
    Come vedi, purtroppo, al momento ho qualche difficoltà a sdrammatizzare…
    Carlotta G. http://lavitaamodomio.style.it

  3. Io, anni 3 (più o meno), esterno: festa dell’Unità in parco cittadino. Ora io non ho mai (e sottolineo mai!) dato la mano ai miei ma ero abbastanza ubbidiente e non scappavo (e mio figlio è tale e quale a me, per cui gli sto già insegnando come si va in giro con mamma e papà anche se ha 1 anno e mezzo!Niente fughe!) per cui loro non si sono preuccupati fermandosi a parlare con degli amici: tanto sarei rimasta li! E invece no, sono andata da qualche parte e non trovandoli più sono andata spedita allo stand con il microfono (Che come facevo a sapere di dover andare li non so!) e ho dato nome e cognome mio, di mia mamma e mio papà Che si sono sentiti chiamare dall’altoparlante senza neanche essersi accorti di avermi persa!

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