La gricia (o griscia)

Il vero must della cucina romana è la cacio e pepe. Una pasta di una semplicità incredibile, ma difficile da riprodurre se non si ha la pazienza di creare la preziosa cremina che nasce dall’unione di formaggio, pepe e acqua di cottura della pasta, ricca di amido (il migliore amico dei condimenti per la pasta!). Questa ricetta è un vero comfort food italiano, altro che Mac&Cheese.

Altro comfort food romano, meno conosciuto al di fuori della Capitale, è la gricia: antenata della amatriciana e conosciuta anche coma amatriciana in bianco.

L’importante, come accade per quasi tutti le ricette, ma in particolare per quelle che prevedono pochissimi ingredienti, è che quegli stessi ingredienti siano di ottima qualità. Sul libro di Comfort Foodie ve la propongo anche con vino e aceto per sfumare il guanciale, ma è un accorgimento “antico” per dare più sapore a del guanciale magari non ottimo o un po’ vecchio. Se invece usate un buon pezzo di guanciale, lasciatelo crogiolare nel suo grasso e farà il suo dovere senza doverlo migliorare in alcun modo.

La ricetta, insieme a tanti altri comfort food de Roma, la trovate nel mio ultimo libro… Ca va sans dire!

La gricia
Recipe Type: cucina romana
Cuisine: primi piatti
Author: Ilaria Mazzarotta
Prep time:
Cook time:
Total time:
Serves: 4
Ingredients
  • 320 g di pasta
  • 120 g di guanciale
  • 1/2 bicchiere di vino bianco
  • 100 g di pecorino grattugiato
  • sale
Instructions
  1. Portate a ebollizione l’acqua per la pasta.
  2. Nel frattempo, scaldate una padella (se ne avete una di ferro, usatela) e fatevi rosolare il guanciale tagliato a listarelle non troppo fini, cuocendo a fuoco medio fino a quando il grasso non diventa trasparente; unite anche un pezzetto di peperoncino e sfumate con un po’ di vino bianco.
  3. Togliete una parte del guanciale e mantenetela al caldo.
  4. Quando l’acqua bolle, salate e buttate la pasta.
  5. Scolatela e saltatela brevemente in padella, aggiungete parte del pecorino e impiattate, finendo con il guanciale tenuto da parte e altro pecorino.

Foto di Luca Nebuloni

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