Il primo Natale di un bambino, questione di tempo.

Ricordo chiaramente il Natale del 2010: ero al settimo mese, avevo una pancia gigante e una stanchezza assurda. Ricordo anche il mantra che ci ripetevamo con il mio compagno: “Pensa come sarà bello il prossimo anno, quando avremo Tommaso tra noi“.
Da futuri genitori eravamo emozionati e convinti che tutto sarebbe cambiato, in realtà – ora lo sappiamo – il primo Natale di un bambino è solo una prova generale per quelli che verrano.

E proprio per non trovarmi impreparata il prossimo anno (lo so, avete appena finito di digerire il pandoro e io già vi parlo del Natale che verrà) vorrei risolvere, con tutte voi, alcune questioni fondamentali per festeggiare al meglio il Natale.
Facciamo che io vi racconto come è andata quest’anno, e voi fate la parte dei Natali futuri e mi raccontate quel che accadrà? Il prossimo anno Tom avrà quasi due anni e credo sarà tutto diverso. Parlerà? Camminerà? Capirà?

Prima questione: l’albero. Quest’anno l’albero, causa box posizionato in soggiorno e terrore di veder precipitare palline, puntale e albero stesso su mio figlio, l’ho fatto in terrazzo. Ovviamente per Tom non è stato un grande divertimento, ma vedermi trafficare con lucine e oggetti colorati l’ha incuriosito molto. Poi basta, non l’ha più guardato. Il prossimo anno mi piacerebbe farlo insieme a lui: vedo già suo padre che lo prende in braccio e lo alza per fargli mettere il puntale… Meglio i biscotti da fare insieme e appendere poi all’albero o le classiche palle?
Seconda questione: il cibo. Lo ammetto, abbiamo un po’ trasgredito, Tom ha mangiato il pandoro, il panettone e pure le lasagne di sua nonna. Bocconcini, eh! Niente di eccessivo, ma come era felice: finalmente qualcosa di saporito e non la solita pappa. Il prossimo anno temo che dovrò blindare il frigorifero se, come suo padre, diventerà un fan della crema al mascarpone, quella che si versa sul pandoro. L’altra notte tra cibi nuovi, regali e parenti Tom era super eccitato. È questo il bello di avere un bambino nel periodo di festa: ogni pranzo con i parenti, ogni frase assurda, ogni cibo ormai conosciuto si trasforma. Tutto è come nuovo. Sarà ancora così il prossimo anno? E quando si stuferà delle lunghe tavolate con i parenti?
Terza e – fondamentale – questione: l’orario di Babbo Natale…
Prequel della terza questione: esiste Babbo Natale? La risposta è sì. Fine della questione.
Dicevamo, terza questione: l’orario di Babbo Natale. Il vero problema è che non sai mai a che ora debba passare questo Babbo ciccione, o meglio: quando è più giusto farlo arrivare?
Quest’anno è passato alle sette di sera della vigilia: i miei parenti erano arrivati un po’ prima apposta per Tom e, onde evitare fosse stanco morto o stranito dal senso di fame, abbiamo preferito dargli i regali in anticipo, d’altronde non può ancora capire la magia del Natale e un’ora vale l’altra. All’inizio non capiva molto cosa stesse accadendo attorno a lui, ma poi si è divertito molto a scoprire, pacco dopo pacco, i suoi regali. Poi è crollato prima del cenone. La mattina dopo appena ha visto i suoi giochi  – montati nella notte dal padre – era molto felice.
Quest’anno è andata così, il prossimo anno daremo il via a una tradizione di famiglia, ma quale? Con il mio compagno stiamo dibattendo se sia meglio aprire i regali dopo la mezzanotte della vigilia oppure la mattina di Natale. La seconda scelta preclude ai parenti la possibilità di vedere la faccia felice del bambino che scarta i regali, ma aprire i regali la mattina di Natale è molto più entusiasmante.
Ci piacerebbe insegnare a Tom che la notte della vigilia, prima di andare a letto, deve ricordarsi di lasciare un bel bicchierone di latte freddo e dei biscotti per il fantastico viaggiatore di rosso vestito e che deve restare fermo tutta la notte nel suo letto altrimenti Babbo Natale non arriva; ci piacerebbe vederlo correre in soggiorno e scoprire, sotto l’albero, che la sua letterina è stata letta con attenzione; ci piacerebbe vederlo felice; ci piacerebbe vederlo stupito.
Qual è la vostra tradizione natalizia? Quando aprite i regali? E per quanti anni siete riuscite a mantenere il segreto (Shhhh!) di Babbo Natale?

16 Replies to “Il primo Natale di un bambino, questione di tempo.”

  1. Cominciare una tradizione tutta tua è meraviglioso….la mia bimba ha quasi 5 anni e la sera della vigilia, prima di andare a dormire, mi ha aiutata a preparare i biscotti e il latte per BN, durante la notte continuava a svegliarsi chiedendo: Mamma è arrivato? E la mattina alle otto si è infilata nel lettone chiedendo se fosse arrivato…quando le ho detto di andare a vedere è schizzata in sala ed è rimasta folgorata vedendo i pacchi sotto l’albero. La vera magia è vedere la sua espressione in quel momento…pensa che il giorno prima ha avuto 38 di febbre e il giorno di natale stava benone!!
    http://dailibriaibiberon.style.it

  2. Io ho un bimbo poco più grande di Tommaso (ha 13 mesi e un po’) e quest’anno mi sono comportata così: albero dentro casa ma in alto. farlo insieme manco a parlarne! non gli interessa farlo ma disfarlo! Magari la prossima volta …
    cibo: io sono per l’assaggino, di tutto, ma a casa dei nonni soprattutto! Non teniamo schifezze a casa: non credo sia giusto sbaffarsi il pandoro e lui niente. Per cui: o mangi la notte o tieni solo quello che puoi fargli assaggiare. Insomma io la crema al mascarpone la boicotterei… per tutti!
    I regali infine … mio marito ha la tradizione del 24 io del 25: quest’anno ho vinto io! Abbiamo scartato i regali la mattina a casa e poi prima di andare dai nonni abbiamo fatto il giro parenti per vedere se babbo natale avesse lasciato qualcosa anche da loro, passando! io la trovo la soluzione migliore: fai contenti tutti. La sera con tutti i parenti a casa tua è impegnativo! E poi puoi preparare il latte e i biscotti per babbo e l’acqua per le renne! Quest’anno non l’abbiamo fatto, ma l’anno prossimo di sicuro!!!

    1. Come niente crema al mascarpone? Non posso, verrei mollata seduta stante dal padre di Tom!
      Mi piace l’idea di “vedere se Babbo Natale avesse lasciato qualcosa anche da loro”, mi sa che è la soluzione migliore da adottare. Grazie.

  3. Cara Ilaria, io sono il tuo Natale futuro dato che mio figlio ha quasi due anni.
    1) Albero dentro casa spiegando che non lo può toccare (altrimenti BABBO NATALE si arrabbia!), ma non l’ho fatto con lui.
    2) Se a tavola un bimbo si diverte non si annoia mai. Apparecchia la tavola con segnaposti colorati e tanti festoni. Tieni da parte per il prossimo Natale un cibo che lui non ha ancora assaggiato e mettilo nel piatto, vedrai che sarà una gioia. Per me quest’anno sono stati i tortellini. Consiglio di non fargli però mangiare cibi composti da ingredienti che non ha mai assaggiato, eviterei di scoprire proprio a Natale un’allergia………………….
    3) Perchè non far arrivare Babbo Natale alla mattina??? I parenti devono rispettare i tempi del piccolo, peccato per loro certo, ma il Natale è dei piccoli e loro se lo devono godere.
    Le tradizioni sono diverse in ogni famiglia e vedrai che appena Tommaso parlerà ti dirà cosa più gli piace – il mio è fissato con le lucine – e sarà lui, senza che voi ve ne rendiate conto, a creare le tradizioni della vostra famiglia.
    Auguri!

    1. Grazie Natale Futuro! Mi hai illuminato, anche se i tortellini Tom li ha assaggiati quest’anno.
      Devo dire che Tom è molto attento e se gli diciamo un “No” generalmente lo rispetta… speriamo faccia lo stesso con l’albero!

  4. Sono senza parole. Nel 2011 ci sono ancora famiglie che pensano di far credere ai loro figli che esista babbo natale, che ai miei tempi si chiamava gesù bambino e in altri posti san nicola. Fate un po’ ridere, rendetevene conto. Accettate il fatto che si tratta di una festa per i negozi e basta. Il latte e i biscotti per le renne?? Portateli alla caritas, o all’enpa, o dove volete, questo sarebbe uno spirito natalizio sensato.

    1. La magia di Babbo Natale non implica che uno spenda e spanda non pensando agli altri. L’idea di fare del bene è giusta, ma ciò non può togliere ai bambini un divertimento fantastico. Perché credi che una cosa escluda l’altra? Dare al proprio figlio modo di coltivare la fantasia è uno dei regali migliori che gli si possa fare. E basta davvero molto poco, non servono certo soldi o negozi. Per il resto siamo noi genitori a dover pensare a fare del bene agli altri e cercare di insegnarlo ai nostri figli, senza togliere loro nulla.

    2. Ma renditi conto tu, cara Roberta, che non devi permetterti di venire a offendere persone che nemmeno conosci e così gratuitamente. Esprimere opinioni diverse, sì, offendere ASSOLUTAMENTE NO. E tu saresti portatrice di quale razza di spirito natalizio?La cattiveria non è contempleta , se tanto credi a Gesù (e ti posso assicurare che io ci credo, nonostante adori la magia di Babbo Natale e delle sue renne, sì anche loro!) nel natale, renditi conto che noi siamo ridicole, a parer tuo, ma tu non sei coerente con ciò che affermi. Ciao e Buon Natale anche a te.

  5. 1) Filippo ha 16 mesi. All’inizio pensavo di non fare l’albero. Poi mio marito ha insistito “che natale è?”. Ho dovuto ricredermi. Filippo non ha cercato di arrampicarsi o buttare giù tutte le palline. Si è “accontentato” di poterne prendere una (di stoffa), giocandoci a piacimento. E tutte le sere prima di andare a dormire lo andiamo salutare. #Romantico.
    2) Crema al gorgonzola, anatra ripiena di castagne, dolcetti di mandorle. Il buon cibo, dosato con buon senso, non fa mai male. #Secondo me.
    3) Io sono per la distribuzione dei regali alla presenza di chi li ha regalati. Senza nulla togliere al ruolo di babbo Natale. Che arriva di notte. E si fa vedere solo di sfuggita. Parenti ed amici portano i regali fuori lista (o anticipi dalla lettera di Babbo Natale, se quest’ultimo ha la slitta troppo piena). E si scartano subito insieme la sera della vigilia. La mattina di Natale è per la famiglia. Quella ristretta. #Intimità
    4) I toni cinici sono sempre noiosi. Ma l’idea di insegnare la generosità non è male. perchè non scegliere insieme uno o due giochi da regalare ad un bambino che non ne ha? Magari lo lasciamo a Babbo Natale che se lo porta via.

  6. Anita, la mia bimba, questo Natale ha 2 anni. L’intenzione era fare l’albero di Natale con lei, ma mentre io iniziavo ad addobbarlo – con balocchi in feltro – lei ha trovato un oggetto molto piu’ interessante: la graffettatrice! e ha passato il tempo vicino all’albero ma con quel nuovo strano oggetto in mano! Piu’ divertente il presepe: siamo andate insieme a comprare gli animali e i RE MAGI (la nativita’ ce l’avevo gia’) e si e’ sentita molto coinvolta. Per noi il 24 sera e il 25 pomeriggio (dopo pranzo) si scartano i regali che ci fanno i parenti (miei il 24, del papy il 25) e la mattina di natale si aprono quelli (anzi quello…uno solo a testa e….possibilmente che si e’ richiesto!) che porta Babbo Natale, e cosi’ e’ in efftti era intimita’!

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