Il primo giorno di asilo: inserimento, distacco e ansie

Primo giorno di nidoDomenica pomeriggio. Dormono tutti. Oggi Tommaso sembra aver capito che domani si ricomincia per cui sta facendo il pieno di energie nel suo lettino.
Chiuso il capitolo estate, una lunga estate insieme, domani si ricomincia con il nido. Nuovo inserimento, qualche nuovo amico e un nuovo distacco per noi.
Domani sarà facile, solo un’ora e mezza per ricominciare, ma poi diventerà molto dura, anche perché questo mese so già che spesso non riuscirò ad andarlo a prendere all’uscita e così il padre, o la nonna, andranno al posto mio.
Sì, lo so, è il papà per cui sarà ugualmente felice. Questo è quello che penso in superficie, ma dentro so che non la penso così.
Confesso di essere emotivamente molto scossa dal fatto che non potrò sempre accompagnarlo o riprenderlo io, come ho fatto tutto l’anno passato: sono convinta che quando sono io ad abbracciarlo per ultima e a salutarlo per prima lui è più felice. È una convinzione da mamma, nulla di più.
Perché poi penso a tutti i papà, le nonne e le tate che si occupano di questo rito quotidiano e credo che i bambini siano semplicemente felici di ritrovare a un certo punto una persona fidata si occupi di loro.
E poi penso a me, al fatto che mio padre mi ha sempre portato a scuola dato che mia madre andava a lavorare molto presto, e non per questo voglio più bene a uno che all’altra.
Come ho sempre risposto a chi faceva la domanda più idiota del mondo “Vuoi più bene al papà o alla mamma?“: io gli voglio bene allo stesso modo.

Non è il fatto che Tommaso possa volere bene a qualcuno che non sia io a preoccuparmi (questo non accadrà mai, a meno che qualcuno non passi prima sul mio cadavere), ma piuttosto mi chiedo, in questa domenica pomeriggio, cosa mai penserà quella testa ricciolosa domani.
Il fatto è che lo sappiamo solo noi mamme quanto sia tosta far credere a tutti che sei tranquilla, quando dentro hai mille dubbi e mille ansie. E sì che io sono una che dubbi e ansie non fa fatica a esternarli. Tuttavia questo sarà il secondo anno di nido e in parte so già cosa accadrà.
Per cui bando alle ciance: avete dubbi? È il vostro primo giorno di nido? Avete l’ansia da inserimento? Parliamone!
Molte mame che conosco inizieranno tra pochi giorni a portare i loro figli a scuola e vorrei tanto rassicurarle, ma non è un compito facile: prima di tutto ogni bambino la prende a modo suo, e così ogni madre; e poi dipende anche dal tipo di inserimento che decide di fare la vostra scuola: tanti giorni, pochi giorni, veloce, lento.
Qui ho raccontato la mia prima volta al nido, sei mesi fa, e oggi vi lascio qualche consiglio per  prepararvi al gran giorno:

Non fatevi prendere dalle smancerie, ma non siate nemmeno troppo dure: cercate di comportarvi come tutti gli altri giorni.
Fidatevi delle maestre: l’inserimento dovrebbe essere il loro pane quotidiano, fatevi guidare dai loro consigli.
Portate il vostro odore: come accade con i cuccioli di animale, provate a lasciare a vostro figlio qualcosa che sappia di voi. La copertina con cui dormirà, una foto da tenere a portata di mano e da lasciare alla maestra, un pupazzo con il quale avete dormito qualche sera.
Niente panico: se piange, si ricomincia. Non fatevi costringere da nessuno a vivere come un distacco totale questo distacco scolastico. Il trauma c’è, va vissuto da genitore e figlio con i tempi e i  modi che entrambi percepiscono come giusti.
Parla con lui: anche se non ti capisce ancora perfettamente sa bene cosa vuoi dirgli. Tono basso, tono calmo e grandi respiri.
Evita di piangere, e se vuoi farlo vai da qualche altra parte. È pieno di bar intorno alle scuole che hanno visti madri piangere nel cappuccino ai primi di settembre. Meglio che ti consoli il barista, piuttosto che tuo figlio: lui ha ben altre emozioni da dover imparare a gestire.

Buon primo giorno a tutti!

Foto credits: storyvillegirl



2 thoughts on “Il primo giorno di asilo: inserimento, distacco e ansie”

  • Grazie e altrettanto, cara Ilaria . Anch’io sono alle prese con il secondo-primo-giorno-di-nido… L’anno scorso mia figlia non ha quasi avuto bisogno dell’inserimento, tanto era l’entusiasmo per gli altri bambini; all’ingresso trotterellava via felice senza salutarmi, e io ci restavo male. Quest’anno, invece, ha versato qualche lacrima e messo un po’ di muso, e io ci sto male lo stesso. Insomma, un equibrip impossibile da trovare… Quanta invidia per il sistema scandinavo che consente ai bimbi di stare con le mamme per i primi tre anni di vita, con un sacco di aiuti e senza danno per nessuno!

  • Matteo riprenderà il nido lunedi e io non vedo l’ora. Leggendo il tuo blog mi sono sentita un po’ in colpa, ma poi è passata. Quest’estate è stata durissima. Sveglia di giorno e di notte. Praticamente nessuno aiuto: i miei, i suoceri, mio marito, nessuno! Ho dovuto incastrare il lavoro con lo stare con Mattero ed è stato molto difficile. A volte mi è sembrato impossibile. Il nido è una mano, un’ancora. L’ho scelto con attenzione, l’ho monitorato. So che lui sarà sereno e tranquillo, perchè tornerà dai bimbi, e non mi voglio sentire in colpa. Certo mi mancherà, ma finita la scuola sarò solo per lui e non divisa tra lavoro, lui e casa.

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