Il giovedì della ricciola e un progetto: l’hai voluta la bicicletta?

Il giovedì della ricciola e un progetto: l’hai voluta la bicicletta?

Ho ricominciato a pedalare. 

Ok, detta così sembra io sia una ciclista incallita, mentre sono una semplice ragazza donna in bicicletta in primavera. Sono ormai sette anni che abito a Milano e da quasi sette anni non appena si affaccia il sole più caldo io faccio immediatamente due cose: sistemo la bici e metto le scarpe senza calze. 

Caviglie in vista e aria in faccia: questa è la mia formula primaverile. 

Per il cambio di stagione solitamente aspetto che sia aprile inoltrato perché il clima milanese è furbo: ti coccola con il sole, ti illude con l’ora legale e poi ti frega con una settimana gelida, magari a cavallo del 15 aprile (per altro giorno del mio compleanno e quest’anno son 34), data in cui a Milano vengono spenti ufficialmente i termosifoni.

La bici è il mio unico modo di fare sport perché non sono un’amante della fatica fisica, ma prendermela comoda e pedalare mi piace molto, soprattutto perché è il modo più piacevole per scoprire una città. 

In qualunque luogo credo che le prime cose da scoprire siano: le piazze, i mercati, i ristoranti, i monumenti e i musei. In questo ordine. Perché la gente si studia al mercato.

E a Milano di mercati ce ne sono tanti, io vorrei  scoprirli tutti – o quasi – nei prossimi mesi, diciamo che vorrei fosse il mio prossimo progetto editoriale per questo blog. Non so se lo realizzerò, ma intanto comincio a farmi un giretto, cartina (o meglio Google Map) alla mano. 

L’ispirazione per questo viaggio a pedali tra i mercati di Milano nasce un giovedì, che ricorderò come il giovedì della ricciola, durante il quale, lasciato Tommaso a scuola, ho pensato di passare per il mercato di Via Stresa, quello del venerdì.

(…)

Bravi, avete capito.

Così, dopo aver pedalato fin lì e non vedendo alcuna traccia del mercato, mi sono detta: “È giovedì, c’è quello di San Marco, vado!”. Pedalando sotto i grattacieli della nuova zona di Porta Nuova, attraverso la pancia del Palazzo della Regione, mi sono immersa sotto un naviglio che non c’è più per riemergere tra Moscova, Solferino e San Marco. Il triangolo bene, quello fatto di sciure che mentre la filippina pulisce casa comprano cashmere al mercato. Ho lasciato la bici all’altezza del Corriere e mi sono messa a studiare i banchi, i mercanti e la gente.

Vi ho detto, voglio studiare meglio prima di dirvi la mia, ma intanto quel giorno il mercato me lo sono percorso tutto, fino alla fine, fino a Brera. Ed è lì che mi sono innamorata di due banchi luccicanti di pesci schizzati da poco fuor dall’acqua: pesci sani, alcuni ancora in movimento, altri già pronti per diventare guazzetto; i prezzi, alti perché non ci sono altri termini per definirli, non incoraggiavano all’acquisto, ma lo splendore del pesce rendeva bene l’idea di quali meraviglie sarebbero potute nascere una volta portato in cucina.

Mi sono affidata al pescivendolo e ho preso sette etti di ricciola di mare (“questa arriva dalle profondità, non è il solito pescato”) e otto scampi. I secondi sono finiti in una paella rivisitata a modo mio di cui vi parlerò a brevissimo, mentre la ricciola non ho voluto maltrattarla e ho deciso di farla parlare al palato così com’era, solo cotta in un cartoccio. Venti minuti di forno e il successo è servito.

 

Ricciola al cartoccio
 
Author: Ilaria Mazzarotta
Ingredients
  • 700 g di ricciola fresca
  • pomodorini
  • finocchietto selvatico
  • 1 albume
  • olio
  • sale
  • pepe
Instructions
  1. Prendete la carta forno e stendete un foglio che poi piegherete su sé stesso.
  2. Scaldate il forno a 180°
  3. Sbattete leggermente un albume
  4. Sistemate il trancio di ricciola sulla carta forno, conditelo con sale, pepe, olio extravergine d’oliva, sistematevi intorno qualche pomodorino pachino tagliato a metà e un rametto di finocchietto selvatico.
  5. Spennellate i bordi del cartoccio con l’albume e chiudete come fosse una busta da spedire.
  6. Informate per una ventina di minuti.
  7. Servite subito.
Serving size: 2 Fat: 0g Saturated fat: 0g Unsaturated fat: 0g Trans fat: 0g Carbohydrates: 0g Sugar: 0g Sodium: 0mg Fiber: 0g Protein: 0g Cholesterol: 0mg
Notes
Se vi piace potete aggiungere anche qualche cappero e oliva taggiasca, io ho preferito non interferire con altri sapori.[br]Ho accompagnato con una purea di piselli freschi e menta


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