I bambini sono egoisti. O li incontro solo io?

Scusate, potreste dirmi a quanti anni anche mio figlio diventerà odioso, come gli altri bambini?
Parlo di maleducazione ed egoismo nei bambini, anche in quelli molto piccoli: la prima è solo colpa nostra, il secondo – ormai mi è chiaro – potrebbe essere fisiologico, ma qualcuno deve pur arginarlo.
È un discorso che avevo cominciato ad affrontare qui, ma vorrei parlarne un po’. Ho un bambino di poco più di un anno, come cita il titolo di questo blog è la mia “prima volta” da mamma e vorrei capire meglio cosa mi aspetta, confrontandomi con voi.
Girando con Tommaso per parchi, feste e nidi mi capita sempre più spesso di credere che i bambini sviluppino l’egoismo e il senso del possesso molto presto, ma a volte sono un po’ troppo egoisti e possessivi, non trovate?
E poi, tutti i bambini sono così oppure li incontro solo io?

Vi racconto cosa mi è accaduto l’altro giorno al parco con Tommaso.

Mio figlio è sceso dal passeggino perché voleva camminare, scoprire ed esplorare. Io lo seguivo a debita distanza. Nel suo girovagare si è trovato di fronte ai giochi (camion, caterpillar, palette e pallette) di un bambino che nel frattempo si faceva i fatti suoi poco più in là, non curando i suoi giocattoli.
Tommaso ha 15 mesi, il bimbo in question direi più di due anni.
Tom si china e prende uno dei giochi. Io, come faccio per abitudine (educazione), gli dico “Topo, non sono tuoi i giochi: hai chiesto il permesso a quel bimbo?
Mio figlio mi guarda e, data l’età, non creda abbia chiaro il mio discorso, ma qualche parola la capisce e guarda il bimbo che, come svegliato di soprassalto da quel che ho detto, si dirige con piglio “minaccioso” verso Tom al grido di “È mio!“.
Arrivato davanti a Tommaso gli strappa il camioncino dalle mani e (pronti, perché arriva la fase che mi ha fatto innervosire non poco) non contento gli strappa il ciuccio di bocca e lo lancia nell’erba.

Questo è quanto.

I genitori del bimbo intervengono immediatamente dicendogli “Non si fa, chiedi scusa!“. Il bimbo scusa lo dice, ma intanto Tommaso è in lacrime: ci è rimasto malissimo, proprio male.
Ora, il fatto è che la dinamica è sempre la stessa e la fortuna vuole che questa volta il bambino, seppur imboccato (ma è così che si educa chi ancora non sa), abbia chiesto subito scusa, ma perché questo bisogno di rimarcare il proprio territorio? Perché dover precisare cosa è mio e cosa non lo è?
Spesso mi chiedo se Tommaso diventerà mai così. Così odioso.
Mi consolo dicendomi che ogni santa volta cerco di spiegare a Tommaso quel che gli accade intorno (anche se so che ancora non mi capisce), cerco di guidarlo sulla strada della condivisione e dell’educazione, sperando di essere ascoltata.
E la paura peggiore che ho non è tanto che mio figlio si comporti da bulletto egoista, quanto il fatto che io possa non rendermene conto.
Dubito che mi potrà capira, ma la paura fa parte dell’essere mamma per la prima volta…



15 thoughts on “I bambini sono egoisti. O li incontro solo io?”

  • Io sono mamma di due bimbi (il mio nick mi precede). Li ho educati allo stesso modo ma il primo agisce sprizzando generosità e condivisione da tutti i pori, la seconda è uno tsunami che pretende di vivere secondo la regola “quel che è mio è mio e quel che è tuo è mio!” e spesso lo fa anche col fratello. Io e il papà la correggiamo spesso ma il suo è proprio un istinto e un comportamento che di base ha una spinta diversa da quella del fratello. Eppure l’educazione è la stessa. Occorre spiegare, ma credo che non si possa riuscire a placarli più di tanto.

    • Vedi cosa vuol dire “mamma per prima volta”: ora so che mi sono rimasti poco meno di sette mesi per organizzarmi!

  • sono mamma di vecchia 🙂 data e ricordo ancora cosa mi disse la pediatra dandomi delle dritte sulle mie figlie e cioè tenendo presente che l’egoismo dei bambini è innato per la loro sopravvivenza bisogna imporsi e non indietreggiare MAI perchè siamo noi il CAPO BRANCO e non loro

  • Cara Ilaria, io e te abbiamo due bambini che hanno poca distanza di età e mi trovo spesso in quello che scrivi: anche per questo ti seguo! In questo caso ti anticipo. Matteo è stato per molti mesi un santo. Mi spiego: all’asilo mentre gli altri bambini facevano impazzire le maestre lui giocava, mangiava dormiva… ultimamente però è diventato molto irrequieto e prepotente. Non sai quanto ci sono rimasta male quando la maestra me lo ha fatto presente: ne ho scritto un po’ anche qui
    http://ma-la-notte-no.blogspot.com/2012/05/oggi-la-maestra-del-patatone-mi-ha.html

    Insomma… parlando con la maestra dello gnomo anche in questi giorni mi sono un po’ riconsolata: sembra sia fisiologico per l’affermazione della personalità (ma non gli staremo favorendo una personalità di m*****???) e probabilmente in questo periodo è così nervoso anche per cose esterne (leggi i 4 canini che stanno spuntando in contemporanea!). A me continua a dispiacere e continuo a riprenderlo … nonostante questo il piccoletto continua ad essere preda del bullismo di quelli più grandi, da cui è attratto, e a volte mi chiedo se non sia per difendersi da loro che ha sviluppato questa aggressività che prima non aveva!
    Scusa: sono stata lunghissima!

    • Lunghissima? Ma figurati, io faccio una fatica a non essere prolissa quando parlo di Tommaso che non ne hai idea. Ad ogni modo, spero davvero che Tom continui sulla strada che ha intrapreso. Ho una mia amica mamma che ha la figlia che si comporta molto male, morde e spintona. l’altro giorno mi ha raccontato che all’asilo la maestra l’ha dovuta mettere in castigo. Solo all’idea che Tom sia messo in castigo mi viene il magone! Sono contenta di potermi confrontare con chi ne sa più di me e con chi si trova al mio stesso punto, è molto rassicurante. Grazie. Per chiudere, spero mio figlio abbia carattere e non una personalità da affermare!

      • noi al castigo non ci siamo arrivati anche perchè lo fa spesso in modo inconsapevole. Io tutte le volte che ha un moto di stizza lo “blocco” e gli parlo seria guardandolo negli occhi… non sia mai che la comunicazione non verbale sia efficace!

  • la prima reazione del bambino duenne è normale. Pensa te se tu avessi lasciato la tua nuova auto aperta e vedessi da lontano uno che ci monta su 😉 Non so così tanto sulla fase dell’ “è mio” da argomentare bene il fatto che non sia semplice egoismo ma sia legato all’affermazione di sé e all’autonomia e noi adulti, nei limiti del litigio gestibile tra pari, dobbiamo cercare di lasciarla sbrogliare a loro. Sarà che a me fa tenerezza quando a casa dice “è mio”, come se finalmente in questa casa dove tutto è di quei due gigantoni qualcosa possa essere pure mio. La seconda reazione del bambino non è normale né giustificabile ma rivela una fortissima rabbia interiore e i motivi possono essere i più vari ma di sicuro non è innata! Come te sono una mamma alle prime armi di un duenne ma ti assicuro che bambini “insopportabili”hanno genitori simpatici come un calcio sui denti o poco empatici o storie personali particolari.

  • Ah ecco aggiungo….giorni fa nel giardino sotto casa mio figlio faceva lo scivolo, tra l’altro uno scivolo per bambini piccoli. Poco dopo arrivano 4 bambini di circa 6 anni con le loro mamme. Uno di loro, un maschio inizia a salire sullo scivolo e a scavalcare Filippo. Fin qui Filippo mi guarda e sopporta e spronato da me continua il suo gioco sullo scivolo. Filippo scivola, ma essendo piccolo ci mette un pochino a scendere a terra, il seinne non aspetta, si getta su Filippo e gli urla in malo modo BHUUU!!!! Filippo non piange ma mi guarda impaurito e dice di voler tornare a casa, provo a tranquillizarlo ma nulla….La mamma del ragazzino a tre passi di distanza non apre bocca… In un altro parco, un altro giorno invece ho trovato un gruppo di bambini molto dolci e carini.

    • Ho letto da poco del termine “Terrible Two” e sono rimasta molto colpita. Sia chiaro, bene l’affermazione del sé, e bene quel sano egoismo, ma poi quando diventa cattiveria e trasforma un gioco in pericolo io non ci sto. Ditemi pure che se la devono vedere tra di loro, ma io una tirata d’orecchio a ragazzino seienne e madre gliela avrei data. P.S. Poi c’è da dire che chi non sa comportarsi è perché non sa proprio farlo.

  • Cara Ilaria anche io ho avuto, da papà, la stessa sensazione qualche volta.
    Sicuramente non è facile e queste sono dinamiche che accadono. Io sono fiducioso degli insegnamenti che cerco di dargli, ma so che può capitare anche a DA1 o a DA2 uno scatto o un capriccio che fa piangere un altro bambino…e a dire il vero mi dispiacerebbe se una mamma mi giudicasse da questa azione. Poi dei bambini poco simpatici ci sono e come. Da quelli ce ne stiamo lontani

    • Ciao, scusa il ritardo con cui rispondo. Lo so, non è bello giudicare le madri o i padri dalle azioni istintive dei loro figli. Ci sono genitori però che non hanno problemi nell’essere giudicati, anzi (passatemi il termine) se ne fottono, facendoti passare per la pazza, apprensiva, quella che “Cielo! Mio figlio..”. Ecco, io non sono così, ma ci tengo a essere rispettata come madre dalle altre madri e dai loro figli, come io cerco fortemente ogni giorno di rispettare gli altri.

  • Ciao Ilaria,
    ti leggo sempre e ho letto il tuo libro. Molto tenero!!! A ottobre avrò una bambina. Io e il suo papà non facciamo altro che pensare alle cose buone e sagge che potremo insegnarle, come la libertà, la condivisione, la socialità. Però ci troviamo anche a pensare di doverla difendere, questa bambina, aiutandola a essere forte, autonoma, sicura di sé, spavalda senza essere prepotente. E’ un equilibrio sottile e non sarà facile con due genitori che non sono nemmeno in grado di pretendere la restituzione delle cose che prestano 😛
    http://lepetitpot.wordpress.com/

    • Ciao Valentina, ma che bel blog!! Guarda, la questione dell’essere di solito molto buoni e non saper dire troppi no me la sono posta pure io. Per non parlare del mio compagno, dato che il vero poliziotto buono in famiglia credo sia lui. Ma ti assicuro che appena avrai a che fare con tua figlia e con i suoi compagnetti, non appena correrà, non appena cadrà, non appena ti accarezzerà, riuscirai a trovare quella forma di equilibrio che cerchi, o almeno sono certa che ci andrete molto vicini. Basta provarci ogni singolo giorno. È un duro lavoro, ma qualcuno lo deve pur fare. 😀

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