Giochi in casa per bambini: le ombre cinesi

Giochi in casa per bambini: le ombre cinesi

Non sono la persona più votata al bricolage/fai-da-te/DIY che io conosca, ma quando capita mi impegno. Ho due bambini, nati tra il 2011 e il 2013 e sono dei nativi digitali fatti e finiti.

Per quanto io non me ne lamenti, essendo io e il padre costantemente attaccati a qualche mezzo tecnologico e impantanati più di altri(per nostra volontà e scelte di vita) in questa cultura che ci vede iperattivi, ipertecnologici e meno mobili di un tempo, mi fa sempre piacere pensare che i miei figli apprezzino sia il gioco classico, fisico, fatto di pomeriggi sdraiati per terra a costruire una pista per trenini che l’ultima app di Star Wars per iPad.

Affinché questo avvenga, come accade con quasi tutto quello che ruota attorno ai bambini, bisogna ascoltarli, i piccoletti, e capire cosa gli piace e cosa no, per accompagnarli per mano e permettergli di approfondire ciò che naturalmente apprezzano.

È il caso, per me, delle ombre cinesi che Tommaso l’altro giorno ha scoperto per la prima volta a scuola. Era così felice di questo nuovo gioco che, a differenza di quello che spesso accade, si è messo a raccontarmi per filo e per segno quello che avevano fatto a scuola e ho scoperto così che la maestra per fare le ombre, non avendo ancora loro le manine adatte a fare delle forme particolari, ha creato delle sagome di animali con la carta e poi ognuno ha preso la sua e insieme hanno cominciato a raccontare delle storie.

E così ho fatto anche io. Tommaso mi ha chiesto un leone, un serpente, un elefante e un coniglietto e io ho cercato dei disegni che mi piacessero e li ho riprodotti sul cartone.

Ecco, io tengo sempre da parte il cartone dei pacchi che mi arrivano, lo taglio e lo tengo da parte: trovo che a differenza dei fogli normali sia molto più utile per i bambini perché adatto a qualunque tipo di pennarello, tempera o acquarello; asciuga prima; ed è versatile e utile per diverse creazioni. E poi alla fine è un modo per riciclare, no?

Ho preso delle cannucce e le ho attaccate alle mie sagome, spento tutte le luci, acceso un abat-jour e cominciato a inventare storie di animali con i bimbi.

È un gioco semplice, che fa un po’ effetto Art Attack, ma almeno si passa un pomeriggio diverso.

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