Giocare con i bambini: come si insegna a godersi il tempo?

Giocare con i bambini: come si insegna a godersi il tempo?

Fare la mamma è durissima: il solo mestiere che garantisce i risultati del proprio operato solo a distanza di anni, tantissimi anni. Forse è per questo che i bonus, invece di essere a fine anno o a fine carriera, sono sparsi ogni tanto lungo il percorso: un sorriso, un “Ti voglio bene, mamma”, un “Grazie!” detto da nostro figlio sono la forma più efficace di ricompensa quotidiana. E per ottenerla, questa ricompensa, noi mamme facciamo di tutto, fino alla noia.
Anzi, no, la noia no. La noia tendiamo a evitarla, anche se tutte sappiamo quanto sia importante: lo afferma anche la maggioranza delle mamme che hanno risposto alle domande del sondaggio condotto da Fisher-Price e Fattore Mamma (ve lo condivido alla fine del post) nel quale è stato chiesto a oltre 700 mamme con figli entro i 3 anni, lavoratrici e non, provenienti da ogni parte d’Italia, di raccontare in che modo giochino con i loro figli.

Un sondaggio, a onor del vero, al quale ho partecipato in doppia veste: quella di colei che risponde alle domande, ma anche colei che con Fisher-Price lavora come community manager da più di sei mesi.

Non appena ho letto la parola noia tra le domande di un sondaggio legato al gioco infantile e dopo aver letto anche il bel post di Justine sull’argomento, ho pensato che pur essendo convinta che la noia sia spesso il miglior stimolo per inventarsi nuovi giochi, io non lascio molto spazio affinché i miei figli si annoino.
O meglio, prima lo facevo di più: quando erano neonati, avevo meno idee su cosa fargli fare e passavo il mio tempo con loro (più con Tommaso che con Francesco, son sincera) a guardare le manine laboriose schiacciare pulsanti, studiare pupazzi o costruire torri ad anelli concentrici mai davvero centrate.
Ora non faccio che stimolarli con idee diverse: andando alle mostre, all’Expo, nei parchi, comprando giochi nuovi e (spero) stimolanti, o anche comprando, come qualche giorno fa, una tenda, due torce e due bussole per diventare piccoli esploratori e non annoiarsi troppo in casa, dato che il caldo torrido impediva di uscire.
In realtà più che dalla noia rifuggo dal continuo uso di tablet e tv: ho due figli che definirli nativi digitali è riduttivo e il rischio è che la loro noia si trasformi in sessioni di iPad o cartoni, così per evitarlo il più a lungo possibile  mi invento cose diverse ogni volta che ci sono.
Le mie giornate con loro sono scandite da momenti in cui vorrei solo giocare e trovare con loro il gioco perfetto e altri in cui mi va benissimo che guardino la tv perché lavorando spesso in casa o bisogno di momenti solo per me. Salvo poi sentirmi in colpa.

Come vi dicevo fare la mamma non è un mestiere facile e soprattutto è diverso per ognuna di noi, anche se questo sondaggio ci fa sentire un po’ più vicine: siamo quasi tutte attente, preoccupate e consapevoli di ciò che è meglio per loro.
Questo mi solleva un pochino. Ma non basta.

La cosa che vorrei di più al momento è insegnargli a godere di ogni istante, cosa che in 35 anni sono riuscita a fare io, e non avere l’ansia di sapere cosa accadrà dopo. Godersi le scoperte di ogni giorno, senza dover correre.

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Li osservo ogni giorno e mi chiedo come potrei fare. Tommaso, in particolare, ha il mio stesso vizio: vuole sempre capire “Dopo che si fa…?”, ha sempre voglia di cose nuove, anche con i giochi. Non si gode quello che ha – e ha molto – ed è il mio più grande dispiacere. Mi piacerebbe vederlo giocare con lo stesso gioco per più di un giorno. Godendosela!
Ma forse è una fase. Le mamme sperano sempre sia una fase, no?

Per chi fosse curiosa del sondaggio Fisher-Price e Fattore Mamma, lo trova qui.



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