Dopo un anno siamo pronti a partire

L’anno scorso a quest’ora stavo preparando le lenticchie, come questa sera, e mentre cucinavo ero a conoscenza, da poco più di una settimana, che il 2013 sarebbe stato l’anno in cui sarebbe nato il mio secondo figlio.
Tommaso aveva poco meno di due anni e da quel momento non sarebbe stato più un figlio unico, cosa che io sono sempre stata.
Francesco è nato ad agosto, è stato desiderato e aspettato, ma mi ha messo anche in gran difficoltà perché io non lo sapevo, ancora sto imparando, come si fa ad avere due figli.
In quattro mesi non ho ancora capito molto, ma alcune cose sono già evidenti:

  • Tommaso è geloso del fratello, a modo suo, ma sembra sia un bene che esprima questo sentimento. Guarda caso ogni volta che allatto Francesco mi fa delle richieste di attenzione assurde e il fatto di andare a scuola, sapendo che il fratello resta con me a casa, non lo fa impazzire.
  • Francesco guarda il fratello con un amore innato, come se già sapesse che lui sarà la sua guida, l’esempio da seguire e al quale ispirarsi per entrare a passi svelti nella vita.
  • Innamorarsi di nuovo quando hai già un figlio che adori è difficile: se il primo è un colpo di fulmine, con il secondo ti trovi come quando hai un migliore amico che ti piace un sacco, ma pensi che rovineresti tutto se tra voi scattasse qualcosa, poi quel qualcosa scatta e non ci puoi fare nulla. È di nuovo amore.
  • I neonati con fratelli si ammalano con più facilità.
  • Gestire due richieste d’affetto in contemporanea è complicato, ma se hai due mani, due braccia larghe e un bel divano ci si riesce.
  • I nonni sono sempre più importanti e poterli avere vicini è importante, per te mamma e per i tuoi figli.
  • Non è detto che se hai due maschi i vestiti di uno passeranno all’altro, specie se decidi di concepirli in stagioni opposte.
  • I “terrible twos” esistono, sono una fase che in qualche modo ogni bambino attraversa, se poi ci si mette pure l’arrivo di un fratello sono cavoli amari. Tirare dritti, mantenere qualche regola e sforare su altre, aiuta. Sentirsi in debito di affetto, quando sai che per lui ci sei davvero non vale la pena. Poi però la paura di aver sbagliato in qualche cosa e il dubbio che la colpa di quel “capriccio” sia tu e non una fase della crescita si fa sentire lo stesso, l’importante è avere accanto chi ti ricorda quanto fai e che sta andando tutto bene.

Il 2014 è a un passo e io sono pronta perché ho costruito tanto e ora è il momento di far marciare questa meravigliosa macchina che è la mia famiglia: alla guida io e il mio compagno, pilota e navigatore a giorni alterni, dietro loro, Francesco e Tommaso, da portare in giro fino a quando non dovranno e vorranno scendere per comprarsi una macchina tutta per loro.

#thebrocode è l’hashtag e la categoria che su questo userò quando parlerò di Tommaso e Francesco insieme, e spero di farlo spesso: tra loro sono certa si creerà un codice non scritto, a volte segreto, che Gianluca e io faremo fatica a interpretare, ma non vedo l’ora di essere spettatrice della creazione di quel codice e di confrontarmi con chi ha già dei figli, magari più di uno, e con chi ne vorrà.

(Scritto poche ore prima della fine del 2013… Buon anno a tutti!)

One Reply to “Dopo un anno siamo pronti a partire”

  1. Quanta verità io lo vedo nei miei nipoti che hanno invece 4 anni di differenza, all’inizio erano uguali. Ora il piccolo è più birbone, ma si adorano adora il fratello grande e lo copia in tutto, lo cerca a volte li vedo guardare un cartone o fare altro e il piccolo quasi si abbraccia al fratello grande… e mi commuovo. (Uno zio piagnucolone che vizia i suoi nipoti come fossero suoi figli, anche perchè li vede praticamente ogni giorno)

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