BBQ, no perditempo

Quando qualcuno mi propone di partecipare a un BBQ, ovvero barbecue, ovvero grigliata, ovvero braciata…

Insomma, se qualcuno mi propone di morire di caldo pur di mangiare dell’ottima carne alla brace, io ci sto sempre!

E così, con lo spirito rivolto alle braciate romane di Pasquetta a casa di amici a cui non partecipo da anni ormai, sono stata al primo Prime Uve Invitational Barbecue Championship, primo campionato europeo di grillers a inviti, organizzato da Bonaventura Maschio nella loro sede di Gaiarine, in provincia di Treviso.
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E dato che quelli di Bonaventura Maschio sono gli stessi che mi hanno dato modo di assaggiare la migliore carbonara della mia vita (Identità Golose 2015) e un cocktail fantastico a base di Prime Uve (Salone del Gusto 2014), diciamo che le premesse non erano niente male.

Poi che facesse un caldo infernale e venti griglie a pieno regime sotto al sole cocente non agevolassero la goduria, non ve lo dico nemmeno: perché il 5 luglio scorso, secondo la mia timeline di Facebook, stavate tutti morendo di caldo. La differenza è che io sudavo mangiando il migliore pulled pork e le più succulenti costine di maiale della mia vita. Che, ve lo dico, è abbastanza simile al menù che chiederei in punto di morte. Insieme alla carbonara di cui sopra.

Poi, oltre al cibo ci sono le persone.
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Anche se risulta difficile andare oltre la quantità di carne grigliata dalle 15 squadre presenti per aggiudicarsi il premio per il miglior Chicken (pollo), Pork (maiale, o meglio Boston Butt, taglio che comprende una porzione di spalla e una di coppa), Ribs (costine, sempre di maiale), Brisket (punta di petto di manzo affumicata, cotta intera), e Barrel Smoke (la categoria extra, legata alla distilleria ospitante, ovvero l’affumicatura con legni di botti utilizzate per l’affinamento di un Prime Uve).
Perché alla fine della giornata, tra passeggiate in mezzo ai grillers a lavoro e durante l’incontro con i capi squadra prima della premiazione ufficiale, vi dico la verità: mica l’ho capito quanto per chi ha grigliato per due giorni di seguito fosse una “braciata” tra amici o una competizione.

Sia chiaro, i premi sono reali e anche di un certo livello; la competizione ha segnato l’esordio in Italia del circuito invitational che si riconosce nelle regole della Kansas City Barbeque Society, il top in America; e le 15 squadre in gara sono state giudicate da 18 membri, selezionati e certificati dalla sezione europea di KCBS, (Kansas City Barbecue Society), in pratica l’ente americano più importante nel settore delle competizioni barbecue.

Ma le persone erano così appassionate, felici, complici e felici, sì mi ripeto, felici di vedersi e grigliare insieme che la competizione passava in secondo piano. E questa è la cosa che più mi è piaciuta e che non ha deluso le aspettative di questo mega BBQ: voglia di condividere ottimo cibo, curiosità, comfort food ai massimi livelli, belle facce e gente che ama quello che fa, a partire dai fratelli Anna e Andrea Maschio super emozionati e soddisfatti, sempre presenti e attivi, in quello che è un loro successo e un’emozione che gli auguro di ripetere negli anni.
Bravi tutti! Buono tutto!
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