A San Valentino è tutto amplificato

 

Febbraio è il mese dell’amore, il mese del mio amore. Da sempre.
Andando a ritroso mi sono resa conto che questo mese è collegato a tutto quello che di bello (e a volte anche di brutto) mi sia accaduto in ambito amoroso. E San Valentino è una ricorrenza che mi è sempre piaciuta, sin da quando ricordo di aver visto la prima scatola di Baci entrare in casa. Ce l’abbiamo ancora quella scatola, a Roma: un cuore blu imbottito, in simil raso, che per anni ho usato come porta braccialetti.
I miei genitori hanno sempre festeggiato il giorno degli innamorati, ma niente cene particolari o uscite a due: una scatola di Baci e un pensierino con dedica. E io mi divertivo a tenere il segreto quando andavo con papà a comprare il regalino per mamma.
Il mio primo San Valentino l’ho festeggiato alle medie: il fidanzatino del momento mi regalò due scimmiette gialle di peluche che si baciano e dei Baci. Dal liceo in poi hanno cominciato ad alternarsi ricorrenze piacevoli e meno piacevoli: i mille regali in una sola volta da parte del primo amore; la rottura con quello stesso primo amore (sì, quell’anno fu una tragedia); le cene con il primo fidanzato di lungo corso, a base di risotto con le fragole e salmone (classici menu da ristoranti addobbati ad hoc, altra tragedia); le telefonate con gli amori lontani che sempre son rimasti lontani…
E poi noi: io, lui e il Grande Fratello.
No, non vi parlerò di un ménage à trois. È solo che il primo bacio con il papà di Tommaso ce lo siamo dati, inconsapevolmente, la notte di San Valentino davanti alla televisione, mentre andava in onda il Grande Fratello. Martedì prossimo da quel bacio saranno passati cinque anni e non ho idea di come e se festeggeremo: stiamo ancora smaltendo l’ubriacatura a base di adrenalina e battiti cardiaci dell’anno scorso.
Il mio San Valentino quest’anno è amplificato. Mi sono ritrovata con un 5+1, proprio come i sistemi di amplificazione audio: cinque anni insieme al mio uomo e un anno con Tommaso.
Il 14 febbraio 2011, allo scattare della mezzanotte, ho smesso di bere e mangiare perché poche ore dopo sarei entrata in sala parto per far nascere Tommaso e ricordo, come fosse oggi, l’ansia che avevamo e come il mio compagno ed io cercassimo di non darci a vedere quanto fossimo emozionati e tesi.
E d’ora in poi ogni San Valentino sarà amplificato, proprio come dicono quelli che abitano la casa del Grande Fratello: 6+2, 7+3, 8+4…
Febbraio è il mio mese dell’amore e non vedo l’ora di poter spiegare bene a Tommaso cos’è, questo amore.
Magari quel giorno ne parleremo scartando un Bacio o facendo la spesa (come un papà che non conosco) o componendo un tweet. O magari sarà lui a spiegarlo a me.

E voi come gliel’avete raccontato l’amore?

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