Tra pochi giorni, subito dopo la Festa della Rete (ci sarete vero? Mi state anche votando come migliore foodblogger e sito food, giusto?), cambierò la mia routine, nel senso che diventerò dipendente di un’azienda – poi vi racconto meglio – e di conseguenza avrò tempi più netti, responsabilità nuove e ritmi familiari scadenzati in modo diverso da quelli che avevo come freelance.
La cosa mi piace e mi stimola non poco, anche se ovviamente c’è quella sensazione di ansia classica che si ha quando si fanno cose nuove. Un po’ come cambiare scuola.

E intanto i bimbi hanno ripreso il loro ritmo: nido e materna sono cominciati da una settimana e le vacanze diventano ricordi da condividere con i compagni e le maestre.

In giro vedo post divertenti che raccontano la gioia delle mamme alle prese con il rientro a scuola; c’è questo video di What’s Up Moms? (che vi consiglio di seguire), ma anche il post di Sabina Montevergine su Mammeacrobate.
Io invece passo le giornate che mi separano dal rientro a scuola lavoro tra la voglia di godermi attimi preziosi con i bimbi, nonostante la lunga estate insieme, e la costante necessità di sistemare e organizzare le cose.
Sarà colpa del “Magico potere del riordino” che, come quasi tutti, ho letto quest’estate; sarà il fatto che mi scarica la mente; sarà che ho bisogno di mettere dei punti fermi, e di buttarne via altri: fatto sta che sono giornate sempre più “ordinate”, o almeno così mi pare.
Una lettura veloce del libro la consiglio, da lì ad attuare la strategia in toto ce ne passa perché mi pare evidente che l’autrice preveda che:
A. Tu sia single, o al massimo che tu abbia un compagno con le stesse intenzioni di messapostite cronica che ti parte una volta finito il libro.
Cosa che io non ho (allego diapositiva):
Schermata 2015-09-06 alle 22.54.10
B. Tu non sia una sentimentale e come tale non abbia bisogno di tenere tante cianfrusaglie inutili: Marie Kondo suggerisce di conservare solo le cose che ti suscitano un’emozione, ma se sei stai sistemando follemente casa tua forse sei in una fase non proprio serena, quindi è un casino.
C. Tu non abbia dei figli che girano per casa mentre sistemi. Marie, questo dove lo metto?
image
Ma alla fine, in gran parte, sono riuscita a ottenere alcuni successi e soprattutto mi sento molto meglio, soprattutto quando apro l’armadio!
1. Ho ripulito il mio armadio, un po’ seguendo la tecnica della Kondo, e un po’ facendo di testa mia. Premessa: sono una fanatica del cambio di stagione, per cui il mio armadio non era poi così delirante, ora comunque lo è davvero molto meno.
E così, quindici sacchi di roba da buttare dopo (il bambino l’ho solo spostato), il mio armadio era perfetto: addio cambio di stagione, tutto insieme e a portata di mano; addio ai vestiti “da casa” e alle cose che “questo lo metto quando dimagrisco/quando torna di moda”; addio alle borse, alle magliette inutili e ai pantaloni mai indossati.
2. La fase scarpe l’ho rimandata a fine mese: ho scoperto che il mio piede ormai nel 40 sta stretto e così so già che dovrò provare i vecchi stivali invernali e disfarmene, ma non ho voglia ora. Intanto ho comprato dei nuovi stivali per la pioggia (copiati da Mariachiara).
3. Ho sistemato i vestiti dei bimbi e fatto mente locale su cosa manchi per l’inverno.
4. Ho sistemato i cassetti della cucina ed eliminato tutto quello che era doppio o inutilizzato.
5. Le carte e i documenti di casa sono abbastanza in ordine, ma a quelle dedicherò una giornata intera per eliminare l’eliminabile.
6. Mi sono liberata di un vecchia palma pungente e dato così un nuovo vaso spazioso al limone, una delle poche soddisfazioni verdi, insieme alla mia rosa, che sono riuscita a ottenere con il mio pollice tutt’altro che verde.
7. Ho comprato un’agenda nuova, attendo impaziente di vederla, e ve ne parlerò presto in un post tutto dedicato alle agende e all’organizzazione degli appunti.
8. Ho fatto sparire qualche giocattolo inutilizzato, ma sembrano non finire mai.
9. Sto cercando di capire come sistemare le spezie in cucina (i consigli sono ben accetti)
10. Ho persino intenzione di fare un meal plan della settimana. Per dire, tipo quello di SimplyNabiki, per altro mia vicina di casa, ma un tantino sotto al suo livello quasi folle di precisione (Ilenia, sono affascinata da come organizzi agende e casa, ma temo di non riuscire ad arrivare a tanto, ma tu continua pure!): guardate il suo video, ma sappiate che se come me amate guardare gente che organizza perfettamente qualunque cosa su YouTube potreste entrate in un loop di correlati infinito. Io vi ho avvertito.
Questi sono solo dieci momenti delle mie ultime settimane, ma ce ne saranno tanti altri. Vivo in continuo equilibrio tra il volere programmare qualunque cosa mi accada e il voler decidere tutto all’ultimo. Credo che la nuova routine lavorativa mi aiuterà a darmi un ritmo. Me lo auguro, diciamo.
E intanto tutto questo sistemare è diventato involontariamente un primo passo per imparare a godermi il tempo: fare fisicamente delle cose, riordinare casa in particolare, svuota la mente, aiuta a concentrarsi solo su quello che stai facendo e ti costringe a non fare altro fino a quando non hai finito tutto. Non ne sono mai stata capace – di fare una cosa per volta, non di mettere a posto casa, sia chiaro – e spero di iniziare a farlo a 35 anni.
In fondo: chi l’ha detto che il multitasking è un bene?
p.s. Chissà quando si accorgerà Gianluca che ora le sue camicie sono in ordine degradante di colore?