FoodJar – Tutto in barattolo

FoodJar – Tutto in barattolo

Lo so, lo so, sono una pessima manager di me stessa! Il problema è che quando devi “maneggiare” tanti progetti insieme le cose si perdono e si accavallano velocemente.
E così, a una settimana dalla sua uscita, mi ritrovo solo ora a ritagliare del tempo per parlarvi di Food Jar, il mio nuovo libro di ricette.

E con questo, siamo a quattro libri!
Giusto per aprire e chiudere una parentesi di totale egocentrismo.

Food Jar nasce nella mia testa quasi un anno fa, anzi già ci pensavo mentre stavamo scattando ComfortFoodie, poi tra il dire e il fare ci sono passate in mezzo tante cose. Ma, come penso e ormai dico a voce alta nei corsi di foodwriting “Intorno al cibo” che ho tenuto e terrò (l’anno scorso alla Holden, pochi giorni fa a Barzanò e a ottobre di nuovo alla Holden di Torino), se hai un progetto e ci credi davvero il modo per svilupparlo lo trovi. E così è stato per Food Jar, ora 144 pagine di ricette in barattolo.

Per raccontarvi perché dal comfort food sia passata ai barattoli uso le parole dell’introduzione:

“Da sempre, prima e dopo la nascita di ComfortFoodie, la mia strada culinaria è legata al termine comfort food: non per il tipo di cibo, ma per il modo in cui il cibo, quello che ognuno di noi preferisce, viene mangiato e vissuto. Godermi i pasti come si deve è per me una necessità, uno stile di vita: che stia mangiando un’insalatona o mi accinga a tagliare una porzione di melanzane alla parmigiana, trovo che tutti i miei sensi debbano essere coinvolti e che il momento del pasti debba essere sempre celebrato, in solitudine o in compagnia.
Questo libro rimane legato a quest’idea, strizzando l’occhio a un altro termine inglese, quello di food jar.
L’idea della barattolo di vetro come contenitore per i cibi di tutti i giorni mi è piaciuta subito, anche se non sono una fanatica del fai-da-te. Amo fare i picnic e soprattutto sono dell’idea che pranzare fuori casa non debba essere un’abitudine monotona con panini smangiucchiati tra una mail e l’altra, ma un piacere. E ritorniamo al comfort food.
Quelle che troverete nelle prossime pagine sono ricette comfort, semplici e veloci, ma soprattutto appunti di alcune delle mille cose che potrete mettere in barattolo, dalla colazione alla cena, passando per il pranzo in ufficio e i regali di natale.
Una raccolta ricca di ricette fresche, ma anche tradizionali. Un modo “italiano” di usare i barattoli che avete in casa, non solo per fare le conserve una volta l’anno.”

Primi, secondi, dessert, idee per la pausa pranzo e per i regali di Natale. Tutto questo è FoodJar.  Ma non solo. Ho fatto anche un video…

Comfort Foodie, il libro, è nato dalla collaborazione con uno splendido team, del quale scrissi qui, composto da Alessandra Avallone, Anna Montoldi, Bianca Puleo e Veronica Leali e dalla mia editor di allora, Daniela De Rosa. Non sempre però si ha modo di ricreare lo stesso gruppo su ogni progetto e così Foodjar ha avuto altre mani e altre teste: in particolare Claudia Presotto, la mia attuale editor in Gribaudo che ci ha creduto immediatamente e che ha anche il merito di avermi suggerito Barbara Torresan per le foto.
E con Barbara voglio concludere la presentazione di questo nuovo libro (perché questo è solo il primo di tanti post legati a Foodjar). Barbara, meglio nota come Chez Babs, è una Signora e una signora fotografa; una tenace lavoratrice, appassionata e curiosa; una mamma innamorata dei suoi figli; e un’ottima cuoca. Questa è lei, ma tutte queste qualità non è detto che siano la chiave del successo di un incontro tra due persone. Barbara non la conoscevo, l’avevo incrociata un paio di volte a eventi food, e il primo giorno di shooting a casa sua – che è anche il suo studio – non sapevo chi avrei avuto davanti, se ci fossimo trovate e avessimo poi saputo lavorare a un progetto insieme. Sono bastati pochi minuti per entrare in sintonia ed è stato bello trovare, ancora una volta (vi assicuro che non è facile e una certa dose di fortuna in queste cose aiuta), una persona che capisse subito il mio progetto, le mie idee e le sapesse trasformare visivamente dando sempre ottimi suggerimenti.

Molti oggi si fanno i libri da soli, la stessa Barbara ha appena pubblicato lo splendido “Gelato Chez Moi” con Gribaudo lavorando per fatti suoi a parole e foto, ma io amo progettarli, scriverli e cucinarli, poi trovo che fotografarli sia compito di altri occhi. Occhi che però devono vedere le ricette come le vedo io. E non è per niente facile trovarsi subito e collaborare.

Posso dire, orgogliosamente, che anche Foodjar nasce dalla collaborazione con uno splendido team: io, Barbara e le giornate nella sua cucina. Con Camilla, sua figlia, pronta all’assaggio.



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