Il curd, ovvero una deliziosa crema acida

Il curd, ovvero una deliziosa crema acida

Qualche giorno fa ho scritto un post su Facebook nel quale elencavo i 10 post che avrei dovuto scrivere su questo blog, ma che non avevo il tempo di preparare, chiedendo una mano a capire con quale iniziare.

Uno dei post più richiesti, dopo quello del “Perché stare a dieta? E altre faccenda intorno alla vita #trentaequalcosa“, era quello dedicato al curd. Ora, capite bene che non posso scrivere un post “dietetico” per poi prepararne uno su una delle delizie più deliziose che conosca, no?

Per cui cominciamo con il curd.

Cos’è? Una crema fatta con la frutta di origine anglosassone per la quale vado matta da quando la scoprii sul blog di Sigrid.

Il mio primo curd fu al limone, poi arrivo quello al rabarbaro, e poi ne ho provati altri, anche se al primo posto metto quello che ho ritratto in foto, ovvero il passion fruit curd.

Si prepara infatti con tutta la frutta “acida”: dal limone (bio, mi raccomando) al rabarbaro, dai mandarini all’ananas. Ogni scusa è buona per fare un curd.

Il termine in inglese significa “cagliare – to curd” e vi suonerà noto se legato ai latticini: infatti quando si aggiunge una parte acida al latte lo si fa per trasformarlo in formaggio.

Qui di latte non ce n’è, “solo” frutta, uova, zucchero e burro. Parecchio burro. Si cuoce il tutto a fuoco lento – meglio se a bagnomaria –  fino all’addensamento, quindi raffreddato è usato in vari modi. Prima fra tutti la pratica del “dito in barattolo”, già famosa agli amanti di Nutella e creme in genere: consiste nel lavarsi le mani, aprire il contenitore e infilare una, o più, dita nella crema per poi leccarle con passione; sarebbe carino non ripetere il gesto in presenza di altre persone sotto il proprio tetto, se invece foste singolo o se sul barattolo aveste scritto “ad uso personale” potete fare bellamente come preferite e uccidervi così, a colpi di curd. Non vi avevo detto infatti che, un po’ come accade per la Nutella, la presenza di calorie è massiccia, con la differenza che la componente frutta illuda e crei meno sensi di colpa in chi viene colto sul fatto. Il dito in barattolo di cui sopra.

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Ma parlavamo degli usi del curd: in Inghilterra, e a casa mia, lo usano sugli scones – dagli torto a ‘sti inglesi – in alternativa alla marmellata; può diventare un delizioso ripieno per gusci di frolla cotti in bianco (e poi ricoprendo il tutto con una ganache al cioccolato); oppure può essere nascosto sotto a un ciuffo di meringa fiammeggiata, come nel caso della Lemon Meringue Pie che se vi trovaste a Milano potete mangiare da Pavé,  oppure ve la fate da soli seguendo questa ricetta qui; io amo il curd su pane tostato con robiola o un altro formaggio spalmabile a vostra scelta; il curd è perfetto per finire una cheesecake o dare gusto a uno yogurt greco; infine, potete usarlo per riempire i cupcake e poi usarlo, unito a mascarpone e zucchero a velo per completare i cupcake stessi con una glassa sublime.

Ok, vi ho conquistato? Ecco come farle la vostra deliziosa cremina.

Passion Fruit Curd 

  • 100ml di polpa di frutto della passione
  • 2 uovo
  • 120g di zucchero
  • 6 g di burro freddo

In una pentolino sbattete l’uovo, lo zucchero e la polpa di passion fruit. Fate cuocere a fuoco basso, a bagnomaria, fino a quando non si addensa la crema, sbattendo sempre come fosse uno zabaione, poi aggiungete il burro freddo a cubetti e lasciate, sempre sbattendo, che si sciolga. Versate il curd tiepido in un barattolino a chiusura ermetica e conservate il frigo per circa una settimana.

Ananas curd

  • 250g di ananas fresco, frullato
  • 110g di zucchero
  • 2 tuorli
  • 1 ½ cucchiaino di maizena
  • 100g di burro freddo

Mescolate bene la purea di ananas, lo zucchero, i tuorli e la maizena e trasferite il tutto in un pentolino. Scaldate a fuoco basso per quasi 10 minuti, mescolando. Togliete dal fuoco e unite il burro a tocchetti, fatelo sciogliere e fate di nuovo cuocere per un paio di minuti. Trasferite in un barattolino con chiusura ermetica e lasciate raffreddare prima di riporre in frigorifero.

Rhubarb Curd

  • 200g di rabarbaro
  • 20g di zucchero
  • 3 tuorli,
  • 90g di zucchero
  • 1 pizzico di sale
  • 50g di burro

Pulite e, se necessario, sbucciate gli steli di rabarbaro. Mescolate il rabarbaro tagliato a tocchetti di circa 3 cm con 20g di zucchero e lasciate riposare per circa 30 minuti. Mettete in un pentolino il rabarbaro macerato con 60ml di acqua e fate cuocere a fuoco basso fino a ottenere quasi una marmellata. Spegnete il fuoco, portate a temperatura ambiente e frullate il rabarbaro con un frullatore a immersione. Sbattete i tuorli con lo zucchero rimasto, unite il rabarbaro, versate il composto in un pentolino e fate cuocere a bagnomaria fino a quando non si sarà addensata la crema. Togliete dal fuoco e mantecate con il burro freddo.

Lemon Curd*

  • 100ml di succo di limone
  • 2 limoni, la buccia grattugiata
  • 150g di zucchero
  • 4 uova
  • 100g di burro
  • 1 cucchiaino di amido di mais

Lavate i limoni, grattugiate la buccia ed estraetene il succo. Diluite la fecola nel succo. In una ciotola resistente al calore, mescolare il succo, la buccia, lo zucchero, le uova e il burro tagliato a pezzetti, poi fate cuocere il tutto a bagnomaria, mescolando di continuo per una decina di minuti, fino a quando la crema si sarà addensata. Versare il lemon curd caldo in uno o due barattoli di vetro, chiudere, lasciar raffreddare e conservare in frigorifero.

*la ricetta è quella di Cavoletto.



2 thoughts on “Il curd, ovvero una deliziosa crema acida”

    • Sai che potrebbe! Devi prima di tutto ottenere il succo, poi per il resto puoi procedere allo stesso modo di quello al limone. E poi puoi spedirmene un vasetto 🙂

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