Le frittelle venete di Eleonora

Le frittelle venete di Eleonora

Lo so, Carnevale è finito, ma proprio finito ovunque. Lo so.

Il problema è che la settimana di Carnevale, diciamo da poco prima di San Valentino fino a oggi è stata piena, pienissima: di lavoro, di bambini, di pigrizia, di altro.

Prima di tutto il 14, San Valentino, era il mio anniversario: otto anni con Gianluca che si racchiudono in un post, il suo.

 

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Non abbiamo fatto nulla di speciale quella sera, anche perché c’era Sanremo e Macchiaradio, la radio online che proprio 8 anni fu l’occasione per conoscere Gianluca e tanti dei nostri attuali amici. È forse per questo che il miglior modo per festeggiare è stato invitare tutti a casa per una carbonara pre-radio, carbonara di cui domani (già QUI) troverete  la ricetta.

Già, aspettatevi una settimana ricca di post, perché sono rimasta un po’ indietro con la produzione scritta, ma non certo con quella cucinata e fotografata: ho molto da mostrare e raccontare.

Come vi dicevo la settimana è stata anche piena di bambini: abbiamo festeggiato i primi quattro anni di Tommaso (presto arriva anche un post sul luogo in cui ho fatto la festa, intanto nella foto vedete una squisita torta della pasticceria Martesana di Milano) e poi ho avuto tutti e due i bimbi a casa malati e coccolosi al massimo, fortuna che ho un lavoro flessibile e – ribadisco – nonni super disponibili.

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Il Carnevale non l’abbiamo proprio festeggiato, ma non siamo fanatici dei travestimenti in casa, al massimo ricordiamo questo periodo per le scorpacciate di frappe (quelle che, ahimè, a Milano ho dovuto imparare a chiamare chiacchiere, altrimenti rischio di non essere capita) e di tortelli (anche qui: io le chiamerei castagnole o frittelle, ma a Milano si chiamano così).

C’è poi un’altra specialità fritta che mi piace da morire e che mi ha preparato per la prima volta una delle mie amiche mamme, quelle con cui feci il mio primissimo corso preparto (ne parlai tanto tempo fa, qui): sono le frittelle alla veneta, con grappa e uvette come le fa Eleonora.

Lei, magrissima e supersportiva, ma anche un’ottima cuoca, ne produce in quantità e non le si depositano in alcuna parte del corpo: io, ingrasso solo a guardarle. È per questo forse che non ho ancora osato riprodurle in casa.

Di seguito trovate la ricetta di Eleonora, supertestata. Anche le foto sono sue.

Lo so, Carnevale è finito, ma l’olio per friggere vi assicuro che lo vendono tutto l’anno!

Ingredienti

  • 120/150g di uva passa, lasciata a rinvenire nella grappa (magari quella veneta!)
  • 1/2 litro di latte
  • 140g di zucchero semolato
  • 200g di burro
  • 13g di sale
  • 1/2 limone, la scorza grattugiata
  • 350g di farina “00”, setacciata
  • 10 uova intere

Preparazione

In una pentola portate a ebollizione il latte con lo zucchero, il burro, sale, e la scorza di limone. Quando inizia a bollire unite la farina setacciata tutta in una volta (come quando si prepara la pasta choux, quella per bignè). Mescolate bene, abbassando la fiamma, fino a quando il composto si staccherà da solo dalle pareti.

Lasciate raffreddare fuori da fuoco e poi aggiungete le uova intere, una alla volta, facendo amalgamare bene ogni singolo uovo prima di aggiungere il successivo. Per ultime unite le uvette ben strizzate.

Riempite una pentola profonda, ma non dal diametro troppo grande, con l’olio di semi e fate scaldare. Per verificarne la temperatura fate prima una prova con una frittella sola, versando il composto con l’aiuto di un cucchiaio direttamente nell’olio.
A questo punto fate cuocere le frittelle e prima di sistemarle in un piatto pronto con la carta assorbente, passatele nell zucchero semolato.

Sono buone così, ma posso anche essere riempite di crema pasticcera o chantilly

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