L’evoluzione del lettino di un bambino: dalla culla al letto singolo

In principio era una culla.
Comprata, regalata, in prestito: ogni bambino ha la sua prima culla e ci resterà per un bel po’.

Questo post nasce per dare qualche consiglio pratico sull’evoluzione del lettino di vostro figlio, ma ricordatevi che poi siete voi quelle che sanno meglio dove e come far dormire il proprio bambino nel tempo.

Io, da piccola, ero un’arrampicatrice: i miei genitori hanno dovuto optare per dei materassoni a terra praticamente da subito, dato che uscivo dal mio lettino con le sbarre in pochi istanti, già prima dell’anno di età.

Con Tommaso ho avuto un percorso diverso (culla del passeggino, culla, lettino con sbarre fino ai due anni e mezzo senza salti dalle barricate, sbarre abbassate senza troppe fughe dal letto), fino ad arrivare a sabato, giorno in cui siamo passati al letto “grande”: un lettino singolo, con tanto di piumone standard e giusto una spondina per stare sereni ed evitare che cada. Lui ne è orgogliosissimo (per mia fortuna che temevo mi dicesse “Rivoglio il mio letto!” una volta che avevo finito di spaccarmi la schiena per montargli quello grande) e lo mostra a chiunque entri in casa. Non vuole che gli si dica che è grande, ma gli sta benissimo questa evoluzione della sua stanza. E devo ammettere che ora mi fa ancor più tenerezza entrare nella stanza dei bambini, perché ora è ben chiaro che sono due, ma uno grande e uno piccolo.

Torniamo all’evoluzione del letto e a quel che vi posso consigliare.

La culla: primo giaciglio del vostro bambino al rientro dall’ospedale. Personalmente ne avevo una che mi apparteneva, dato che era quella in cui dormivo appena nata, ma per l’inizio era un po’ grande. Consiglio di lasciare il bimbo nella culla/navicella del passeggino, più raccolta e a sua misura. Se invece voleste usare subito la culla o addirittura già il lettino con sbarre in vostro possesso potete usare dei riduttori, ma non soffocate con cuscini o copertine il bimbo.

Il lettino con le sbarre: se tutto va bene ve lo terrete almeno due anni, anche due anni e mezzo; se va male al primo salto dalle sbarre opterete per un lettino basso, anzi bassissimo. Se avete modo e spazio per una soluzione più a lungo termine potete comprare uno dei tanti letti trasformabili che da lettino con sbarre diventano lettini con sponda e addirittura letti singoli per bambini fino a circa i sei anni, ma anche di più. Avendo una stanza tutta per Tommaso ho trovato questa soluzione la migliore, personalmente ho preso il Pinocchio di Foppapedretti  e devo dire che per il passaggio da lettino a letto c’è voluta un’oretta e qualche vite da svitare, da sola, senza dover chiamare chissà quale rinforzo.

Ecco una piccola galleria di idee e proposte per letti di quest’ultimo tipo:

Per i siti: Brio, Stokke, Foppapedretti, Doimo City Line, Jall e Tofta, Ubaub, Alondra.

Chiaramente se non aveste lo spazio non appena nasce vostro figlio o semplicemente preferiste andare per gradi, i lettini Ikea, quello con sbarre prima e quello per bambini poi sono un’ottima soluzione

Lettino da viaggio: che lo prendiate di seconda mano o lo compriate nuovo, vi consiglio di averlo sottomano. Sono tutti piuttosto simili e vi assicuro che quando andate in giro, specie se affittate casa, vi risolvono qualunque problema.

One thought to “L’evoluzione del lettino di un bambino: dalla culla al letto singolo”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *