Coprire un neonato: quando è troppo e quando è poco

Uno dei primi problemi che una mamma deve affrontare non appena mette piede fuori dalla nursery è quello di coprire il proprio bambino.
Che sia inverno oppure estate, un neonato che fino a pochi giorni prima viveva nell’utero e faceva un po’ come gli pare, una volta fuori non è più in grado di gestire da solo il rapporto caldo-freddo per cui tocca ai genitori capire quali siano le sue esigenze.
Possiamo classificare i genitori come segue.
Iperprotettivi: trasformano i propri figli in cipolle con le gambe tanti sono gli strati di indumenti con cui li ricoprono.
Nordici o “portavamo le braghe corte”: capaci di mandare i propri figli a piedi nudi anche nella neve. Son bambini, che vuoi che gli succeda?
Tradizionalisti: coloro che portano la “maglietta della salute” anche a Ferragosto e abituano forzatamente i propri figli a fare lo stesso. Una pratica tutt’altro che sana, oserei dire.
Genitori fotocopia o fashion victims: quelli che vestono i propri figli come sè stessi in miniatura. E qui mi riferisco a quelli che non solo scelgono di vestire i propri figli con la stessa quantità di abiti che usano per sè, ma prediligono anche le stesse firme.

Non so dove collocarmi: ho portato mio figlio senza scarpe al parco all’età di due mesi, a marzo, per poi pentirmene riguardando le foto di quella giornata (povero, stava congelando); ho comprato a mio figlio una camicia uguale a quella del padre, di quelle col cavallino sul petto; e alla prima febbre l’ho vestito come l’omino Michelin. Rientro in tutte le categorie, ma la maglia della salute mai!

A prescindere da che tipo di genitori siate o vogliate diventare, a un certo punto vi ritroverete a dover risolvere il mio stesso problema: come cavolo lo copro di notte? La mia amica Sara mi aveva consigliato i sacchi nanna, quelli della Gro, ma a distanza di undici mesi dall’inizio delle mie notti con Tom ho dovuto cambiare strada più volte per far sì che mantenesse la giusta temperatura corporea, in ogni stagione.

Primo passo (da 0 a 6 mesi): il sacco nanna. I Baby Sleep Bags sono eccezionali e mi hanno fatto dormire sonni tranquilli per circa sei mesi: il piccolo Tom era ben coperto (basta seguire la tabella comparativa tra temperatura della stanza e spessore del grobag per non sbagliare), non sentiva freddo, ma neanche caldo e il sacco gli impediva (senza costringerlo, è chiaro) di girarsi accidentalmente nel sonno dalla schiena sulla pancia. Quest’ultimo aspetto è fondamentale: uno dei consigli per scongiurare il rischio della SIDS è proprio quello di far dormire sempre il proprio bambino a pancia sopra.
Secondo passo: il piumone. Nonostante i sacchi Gro siano disponibili per i bambini fino al terzo anno di età io ho dovuto smettere prima: Tom a sei mesi ha cominciato ad alzarsi in piedi nel lettino e il sacco lo innervosiva troppo. Sono passata dal sacco al piumino, ma il tentativo è stato un fallimento: con il piumino sentiva troppo caldo e la mattina lo trovavo completamente scoperto (o sudato).
Terzo passo: le coperte. Dal piumino sono passata alle coperte di cotone. Sì, coperte, perché sono due. Mi sono detta: se una non lo copre, con due magari le probabilità che rimanga coperto aumentano, no? No.
Quarto passo: il pigiamino di ciniglia. Ed eccoci alla tanto odiata ciniglia. Per quanto il materiale faccia subito l’effetto peluche, l’ho sempre considerato eccessivamente caldo: Tom è un bimbo caloroso, nato da genitori altrettanto calorosi. Quest’inverno, quando la temperatura ha cominciato a scendere in picchiata, sono dovuta ricorrere a dei bei pigiami di ciniglia, quelli con i piedi, di modo che Tom non si svegliasse ogni mattina con i piedi freddi come il marmo e un principio di raffreddore.
È tutto l’inverno che andiamo avanti così e, devo ammettere, questa soluzione, unita alla doppia coperta, ha tenuto caldo il mio Tom.
Speriamo che presto capisca l’utilità del piumone e soprattutto che cominci a stare un po’ fermo dentro al letto: ogni mattina lo ritrovo in un angolo diverso.
E voi, come diavolo li avete coperti i vostri piccoletti?

 

20 thoughts to “Coprire un neonato: quando è troppo e quando è poco”

  1. mai usato quelle robe lì. mi sento sempre più degenere, Ilaria. sei un attentato alla mi autostima 😛

    detto questo nessuno mi toglie dalla testa che quei neonati addormentati dentro ai sacchi nanna o alle tutone dentro agli ipermercati non sono addormentati davvero. sono svenuti.

    ps: vestivo mia figlia piccola meno di quanto mi vestissi io. ho sposato la convinzione che i bambini abbiano una temperatura corporea superiore a quella degli adulti e che a vestirli troppo li si rovina.

    a voler fare la pignola sono anche convinta che le mani fredde non significhino necessariamente principio di congelamento, che la tachipirina si debba dare solo oltre i 39° e, possibilmente lasciando sfogare un poco invece di ficcargliela dentro appena uno se ne accorge e cose così.

    ho una fortuna. per sopravvivere a codesta mamma mia figlia si è immediatamente adeguata: ora che ha sei anni, si ammala pochissimo, è lunghissima, mangia di tutto.

    1. “Sono anche convinta che le mani fredde non significhino necessariamente principio di congelamento, che la tachipirina si debba dare solo oltre i 39° e, possibilmente lasciando sfogare un poco invece di ficcargliela dentro appena uno se ne accorge e cose così.”

      Ma guarda che io sono completamente d’accordo. Tom ha sempre avuto le estremità molto fredde e non me ne sono mai preoccupata. In questi giorno però da proprio freddo, almeno a Milano, ed è meglio coprirsi bene.
      Poi sono la prima a portarlo a nuoto anche col raffreddore, figurati!

      1. Beate voi… per la tachipirina dopo i 39 dico… figlio convulso di genitori convulsi… parola d’ordine non far salire la febbre! fortuna ce quando ha avuto le convulsioni era (stranamente!) a casa con il papà e io al lavoro….

        tornando al tema io sono del partito pigiama pensate (ma di pile! La ciniglia per il gelo umbro è leggera!) anche perchè lo gnomo non dorme MAI e dico MAI coperto: come potrebbe visto che dorme di traverso a testa in giù o in diagonale?

  2. mai usato quelle robe lì. mi sento sempre più degenere, Ilaria. sei un attentato alla mia autostima
    Detto questo, nessuno mi toglie dalla testa che quei neonati addormentati dentro ai sacchi nanna o alle tutone dentro agli ipermercati non sono addormentati davvero. Sono svenuti.
    ps: vestivo i miei figli piccoli meno di quanto mi vestissi io. Ho sposato la convinzione che i bambini abbiano una temperatura corporea superiore a quella degli adulti e che a vestirli troppo li si rovina.
    A voler fare la pignola sono anche convinta che le mani fredde non significhino necessariamente principio di congelamento, che la tachipirina si debba dare solo oltre i 39° e, possibilmente lasciando sfogare un poco invece di ficcargliela dentro appena uno se ne accorge e cose così.
    ho una fortuna. per sopravvivere a codesta mamma i miei figli si sono immediatamente adeguati: ora che hanno 3, 9 e 13 si ammalano pochissimo, sono molto alti e mangiano di tutto.
    Azz, Movida mi ha preceduta!

  3. a parte gli scherzi: mi rendo sempre più conto di essere superficiale ai limiti dell’incoscienza. Per me vale il principio che alleggerendoli “si temprano”, quindi vai con i primi bagni tra aprile e maggio, vai con il giubbottino aperto, sempre senza cappello, riscaldamento in casa che non supera mai i 18 gradi

    1. Guarda il riscaldamento in casa mia è una battaglia persa. Riscaldamento centralizzato e i vecchietti del palazzo che soffrono il freddo, mentre io giro in bermuda! Quest’anno sembra stia andando meglio, ma il minimo storico raggiunto sono i 21°

  4. Dai non fate così… aspetto la mia prima figlia e sono confusissima di mio. Se poi le vostre posizioni sono così contrastanti non ci capisco più niente! 🙂

    1. Khali ascolta la zia movida: datti il tempo di conoscere la tua creatura impara a capire prova riprova e non ti preoccupare se cambierai un sacco di volte idea. mamme si diventa 😀 auguri!!!!

      (poi io da anarchica degenre dico anche che la miglior cosa che puoi fare è non ascoltare nessuno ma lo dico piano eh)

      1. Grazie Movida:-) Il miglior consiglio è proprio quello di sentire i consigli e poi decidere secondo la propria testa:-) e la mia è durissima 🙂

        1. certo Ilaria, soprattutto d’estate. altrimenti come lo dimostri che tuo figlio ti ascolta senza fiatare? (far tenere un cappello in testa a un bambino è sempre un’impresa. sai quanti punti vinci?)

          ps: comunque sì, quest’estate alla mia folletta è venuta l’otite e la pediatra mi ha ricordato di tenere sempre un cappellino di protezione… (che non salva dall’otite ma magari da altre cose sì… forse… devo aver tenuto tanto i cappellini in testa, io, da piccola…)
          😀

  5. ciao Ilaria, anche mia figlia Carlotta, che ha 6 mesi, è un fuoco!!! non so mai come vestirla in questa sere d’inverno :O(( ho provato a metterle il pigimone felpato con il body di cotone a mezza manica e la vedevo irrequieta, così la coprivo col lenzuolo pensando che avesse freddo, e si scopriva, non oso metterle la copertina (neanche quella leggera) che con le gambe butta tutto via…così le ho messo un pigiama maglietta e pantaloni leggermente felpato sempre col body di cotone a mezze maniche, i calzini non troppo pesanti, ma tende a tirarsi via i calzini, così glieli tolgo, lenzuolo neanche a parlarne…la notte pero’ la trovo con manine e piedini freddi, così la copro col lenuolino ma si scopre e si sveglia…cmq anche senza lenzuolo si gira e si rigira, poi si accovaccia a pancia in giu’ come a volersi riscaldare fino a svegliarsi…sotto a questo pigiama ho provato a mettere un body felpato…ma sente caldo…insomma passo notti insonni…non riesco a trovare il giusto equilibrio, cmq proverò con la tutina di ciniglia, magari va bene anche a mia figlia 🙂 ma sotto cosa metti a Tom? un body lo metti??…Monica

  6. Ciao Monica,
    Tom si scopre ogni sera. Fino a sei mesi sono riuscita benissimo con il sacco-nanna, ma ormai gli metto: bodyno di cotone, maniche corte, e pigiama, possibilmente che copra anche i piedi, oppure i calzini. Niente ciniglia, al massimo caldo cotone. E poi non preoccuparti, controlla il collo: Tom ha sempre piedi e mani fredde, ma addosso è caldissimo anche quando è scoperto!

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